MILANO – Il 2018 di Esselunga si è chiuso con vendite totali in aumento del 2,1% a 7,91 miliardi di euro (il mercato di riferimento ha avuto un andamento negativo) e ricavi netti per 7,74 miliardi, includendo rettifiche delle vendite per 170,8 milioni. L’anno ha visto però rallentare l’utile netto, che è passato da quasi 306 a circa 289 milioni di euro registrando dunque un calo del 6%.

Nel conto economico del gruppo, di cui dà notizia Radiocor, si dice che “la crescita (delle vendite, ndr) è stata ottenuta senza incremento dei prezzi a scaffale pur a fronte di un incremento dei costi da parte dei nostri fornitori. Esselunga ha mantenuto la posizione di leadership di convenienza acquisita con oltre tre punti percentuali sotto la media del mercato, ha continuato ad investire nelle attività promozionali che, nel 2018 hanno permesso di garantire uno sconto erogato a favore dei clienti di quasi 1.500 milioni di euro con un incremento di quasi 90 milioni rispetto al 2017. L’intensità dello sconto medio ha ormai superato il 16% delle vendite totali”.

Guardando avanti “la società continuerà a investire nella qualità dei prodotti e nella competitività nei prezzi per mantenere la leadership decennale, anche se queste iniziative potranno avere un impatto sui margini” e “continuerà l’ampliamento dell’offerta di nuovi prodotti per la promozione di uno stile di vita sano, per il supporto ai clienti con esigenze alimentari specifiche e con la realizzazione di una linea di prodotti ‘primo prezzo’ con un maggiore assortimento rispetto al passato”.

Sulla catena di supermercati è arrivato un giudizio positivo da parte dell’agenzia di rating S&P, secondo la quale la migliore performance finanziaria realizzata nel 2018 da Esselunga “sarà bilanciata dal rischio di un aumento del debito dovuto al piano di buyout degli azionisti di maggioranza e da condizioni di mercato potenzialmente peggiori”. Per gli esperti del credito, il miglioramento dei dati potrà tornare utile “una volta che la transizione sarà completata”. A gennaio scorso Giuliana Albera Caprotti, vedova di Bernardo Caprotti, e la loro figlia Marina, alle quali il fondatore di Esselunga, scomparso nel 2016, ha affidato il controllo della catena di supermercati, hanno avviato la procedura per liquidare i figli di primo matrimonio di caprotti, Violetta e Giuseppe, e salire così al 100% di Supermarkets italiani, la holding che controlla il gruppo della grande distribuzione.

Tuttavia, secondo l’agenzia di rating, “qualunque variazione di debito e leverage dipenderà, tra le altre cose, dalla valutazione e dal conseguente prezzo di acquisto delle azioni e dipenderà anche da quanta parte del prezzo di acquisto sarà finanziata con il debito, cosa che ad oggi deve essere ancora determinata”. S&P ha sottolineato che Esselunga “rimane uno dei retailer più competitivi nella sua area geografica relativamente di nicchia” e che i prezzi della società sono del 3% circa sotto la media di mercato. “I margini potranno gradualmente scendere a causa del calo delle spese dei consumatori e della forte concorrenza dei supermercati discount”, ha scritto l’agenzia di rating. Esselunga ha intanto definito il piano di successione all’amministratore delegato, Carlo Salza, che passerà le deleghe di capo azienda all’attuale direttore generale di Esselunga, Sami Kahale, entro la fine dell’anno. Salza, nel segno della continutà aziendale, assumerà di seguito l’incarico di capo azienda.

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