MILANO – Mossa all’attacco per EssilorLuxottica, il colosso degli occhiali e delle lenti nato dalla fusione della società francese (Essilor) con il gruppo di Agordo (Luxottica). Deposte le armi e appianati i dissidi interni tra l’animo italiano che fa capo al patron Leonardo Del Vecchio e quello transalpino, l’azienda si è mossa con un’acquisizione: nel mirino è finita la catena olandese GrandVision.

Il retailer specializzato nell’ottica è valutato 7,1 miliardi di euro. Il gruppo acquirente pagherà 28 euro per azione, per rilevare la quota in mano al fondo d’investimento HAL che equivale al 77%. HAL fa capo alla familia olandese Van der Vorm, spiega Bloomberg. A seguito dell’accordo, EssiLux dovrà lanciare un’offerta sul resto delel azioni di GrandVision.

Il prezzo concordato offre un premio del 33% rispetto ai valori di GrandVision alla chiusura del 16 luglio, prima che l’agenzia finanziaria desse le indiscrezioni circa l’operazione in arrivo. Ai tempi dell’offerta pubblica di GrandVision, quando la catena andò sul mercato di Amsterdam nel 2015, la valutazione era stata di 5 miliardi.

L’annuncio ufficiale è arrivato durante la conferenza di presentazione dei conti, superiori alle attese. Lì il management ha precisato che l’offerta salirà a 28,42 euro qualora non si chiudesse l’operazione nell’arco di un anno. A fare da advisor finanziario per EssilorLuxottica è stata Citi.

Con l’affre, EssilorLuxottica si garantisce oltre 7 mila negozi, con i brand Brilleland e For Eyes, in oltre 40 Paesi: si affiancheranno alle catene già in portafoglio come LensCrafters e Pearle Vision. EssilorLuxottica si aspetta di chiudere il tutto in 12 o 24 mesi.

Quanto ai conti, il gruppo italo-francese chiude il primo semestre con un utile netto adjusted in in crescita del 6,8% a 1,099 miliardi. I dati della semestrale approvata dal cda mostrano ricavi per 8.776 milioni di euro, in crescita del 7,3% (+3,9% a cambi costanti). La società  conferma i suoi obiettivi finanziari per il 2019. A cambi costanti, prevede dunque: crescita dell’utile netto adjusted 1-1,5 rispetto alla crescita delle vendite; crescita del fatturato (+ 3,5-5%), crescita dell’utile operativo adjusted 0,8-1,2 rispetto alla crescita delle vendite.

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