MILANO – Facebook finisce ancora una volta sotto inchiesta da parte dell’Unione Europea. Bruxelles ha deciso di aprire una indagine su Libra, la nuova valuta digitale annunciata dalla società che gestisce il primo social network del mondo. La Commissione europea, così come riporta in un suo articolo il Financial Times, ha inviato questionari alle società coinvolti nel progetto Libra: si tratta di una operazione preliminare di raccolta di informazioni che prelude a una inchiesta formale. Il timore della Commissione Ue è che che la valuta possa indebitamente svantaggiare i concorrenti. Facebook e la commissione Ue, sottolinea il quotidiano finanziario britannico, si sono entrambi rifiutati di commentare la notizia.

Il progetto di dar vita a una criptomoneta ha suscitato forti critiche da parte delle autorità di regolamentazione, banchieri centrali e forze politiche da quando Facebook ha annunciato l’intenzione di lanciare una valuta digitale a basso costo. Un progetto che coinvolge altre 27 società – tra cui Visa, Mastercard, Uber e Spotify – entro la fine del prossimo anno. Ciascuno dei partner si è impegnato a investire 10 milioni di dollari nel progetto. Ma anche le autorità di regolamentazione sono già intervenute. In precedenza, il Financial Stability Board e la Financial Conduct Authority del Regno Unito, così come la Bank of England e il G7, hanno sottolineato come non sarà consentito al più grande social network mondiare di lanciare una propria valuta digitale senza autorizzazione. A luglio, Facebook aveva rivelato che la Federal Trade Commission degli Stati Uniti aveva avviato un’indagine antitrust formale sulla società.

Secondo un documento visionato da Bloomberg, la Commissione “sta attualmente indagando su potenziali comportamenti anticoncorrenziali” dopo i timori di “possibili restrizioni della concorrenza” in relazione all’uso dei dati dei consumatori. Negli ultimi due anni Facebook è stato criticato dai responsabili politici dell’UE per violazioni della privacy dei dati di alto profilo come lo scandalo Cambridge Analytica, la diffusione di disinformazione online, interferenze elettorali e contenuti terroristici. Tuttavia, la piattaforma non è ancora stata oggetto di un’indagine antitrust dell’UE.
 

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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