SAN FRANCISCO – Facebook toglie il velo a Libra. Questo il nome della cryptomoneta con la quale il social più grande del mondo spera di espandersi oltre il social network e muovere i primi passi nel settore dell’ecommerce e dei pagamenti online. La moneta sarà lanciata nella prima metà del prossimo anno e sarà gestita dalla Libra Association che raduna i 28 partner del social – da Visa a Mastercard, da Paypal a Spotify a Uber fino a Vodafone, secondo Bllomberg – e ha sede a Ginevra, in Svizzera. Altri 70 nomi dovrebbero entrare a far parte del progetto in futuro. Questo consorzio funziona così: ogni membro ha diritto di voto sulle decisioni sostanziali riguardanti la rete di criptovaluta e le imprese devono investire almeno dieci milioni di dollari per aderirvi. Facebook non prevede di mantenere un ruolo di leadership già dall’inizio del 2020. Il resto accadrà direttamente sul social e i canali di comunicazione annessi. Per questo Facebook ha creato anche una sussidiaria chiamata Calibra che offrirà portafogli digitali per conservare, inviare e spendere le libre. Calibra sarà strettamente connessa alle piattaforme Messenger e WhatsApp di proprietà di Facebook, che già possono disporre di una platea di più di un miliardo di utenti.

Insomma, il progetto Libra è assai ambizioso, anche se nel suo cammino potrebbe incontrare non pochi ostacoli a causa della barriere normative e soprattutto per via di quelle leggi che regolano la tutela della privacy dei consumatori. Ma il social fondato da Mark Zuckerberg ha fiducia che questo sistemi avvicini ai servizi finanziari online anche persone che non vi erano mai entrate in contatto. Del resto il bacino di utenza sconfinato (oltre 2 miliardi di potenziali clienti) è un buon punto di partenza.

Il nome “Libra” prende ispirazione dalla libbra, un’unità di misura di massa di origine romana il cui nome deriva dal latino libra (“bilancia”). Ma non solo: è anche il segno astrologico per la giustizia e la parola francese per la libertà, ha spiegato David Marcus, un ex dirigente PayPal che adesso dirige il progetto per Facebook. “Libertà, giustizia e denaro, che è esattamente quello che stiamo cercando di fare qui”, ha detto.

Anche Facebook sembra quindi scommettere su maggiori entrate dai suoi servizi di messaggistica grazie a transazioni e pagamenti, cosa che sta già accadendo nelle app social cinesi come WeChat. L’annuncio del prossimo lancio di Libra arriva quando Facebook deve fare i conti con un contraccolpo pubblico di immagine a causa di una serie di scandali. Cosa che potrebbe compattare ancora il fronte dei difensori della privacy, gruppi di consumatori e dei legislatori e le autorità di regolamentazione. Non è ancora chiaro come questi ultimi reagiranno a Facebook che spinge forte verso i servizi finanziari entrando nel mondo in gran parte non regolamentato delle criptovalute. Un mondo tutt’altro che tranquillo, considerando che negli ultimi anni gli investitori di criptovalute hanno perso centinaia di milioni di dollari attraverso gli attacchi hacker, il mercato ha dovuto difendersi da accuse di riciclaggio di denaro sporco, vendita di droghe illegali e finanziamento del terrorismo. Non certo robetta.

Facebook per il momento è animata da buone intenzioni. Ha preso impegni con con le autorità di regolamentazione negli Stati Uniti e all’estero, hanno assicurato i dirigenti della compagnia. Pur senza specificare di quali autorità di regolamentazione si tratti o se la società ha richiesto licenze finanziarie in varie parti del mondo. Di sicuro Facebook spera di poter portare i regolatori globali sul tavolo pubblicizzando la Libra, ha detto Kevin Weil di Facebook. “Questo lancio ci dà una base per poter avere delle conversazioni produttive con i regolatori di tutto il mondo”, ha spiegao Weil. “Siamo desiderosi di farlo”.

 


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