Rastrellano il nostro numero di telefono da chissà dove, ci chiamano per proporci guadagni mirabolanti con pochi clic e l’aiuto di un “consulente personalizzato”. Molti gli riattaccano il telefono in faccia, ma qualcuno resta ad ascoltare la proposta. E a quel punto il gioco è fatto: con toni suadenti e prospettive di ricchezza, quella porta socchiusa si spalanca nel giro di qualche minuto. E la truffa può iniziare.

La trappola del falso trading online ha gettato nel lastrico molte famiglie. In Italia, come nel resto d’Europa e negli Stati Uniti. La frode cresce su un terreno molto fertile: l’assenza di cultura finanziaria nella maggior parte della popolazione. E si sviluppa attraverso siti web dal look professionale, con grafici e cifre che rimandano all’immaginario della borsa. Ma se il trading online autorizzato è un’attività di investimento seria, per quanto non esente da rischi, nel trading-truffa la vittima crede di acquistare azioni, titoli o criptovaluta. In realtà, però, sta semplicemente gettando soldi in un buco nero. Perché quei siti sono solo specchietti per le allodole.

Le cifre di un fenomeno. Solo nei primi due mesi del 2019 la Consob ha ordinato la chiusura di 34 siti e tre pagine Facebook che facevano credere ai consumatori di investire in qualcosa che non esiste. Nella maggior parte dei casi alle spalle ci sono organizzazioni criminali internazionali. Come emerge dall’ultimo report dell’autorità per i mercati finanziari, infatti, la sede è quasi sempre in paradisi fiscali e legali come le Isole Marshall o le Isole Vergini Britanniche. Ma alle spalle ci sono anche paesi più vicini come la Bulgaria e, in alcuni casi, anche l’Italia. Il fenomeno è in crescita: i dati forniti da Consob parlano di 265 interventi di contrasto nel corso del 2018, il 59% in più rispetto all’anno precedente.

“Solo nel 2018 sono stati circa 400 gli esposti che abbiamo ricevuto per questo tipo di truffa” spiegano da Consob, specificando che si tratta solo della punta dell’iceberg, “perché molti si vergognano, o quanto meno hanno imbarazzo a parlare di cosa gli è successo”. Non è facile, infatti, accettare l’idea di aver creduto a una gigantesca messa in scena.

Genesi di una frode. Non c’è un profilo in particolare: in questa trappola possono cadere tutti, dal professionista all’impiegato, passando per giovani coppie e pensionati. L’amo è la promessa di guadagni facili: gli operatori del call-center (spesso con spiccato accento straniero) prospettano rendimenti fino al 120%. “Nel contesto attuale i tassi sono, in alcuni casi, addirittura negativi, compreso il bund tedesco – spiegano ancora da Consob – chi promette interessi così alti non può essere altro che un ciarlatano”. La prospettiva di guadagno è interessante, ma in pochi sono disposti a mettere sul piatto migliaia di euro così, su due piedi.

“I più titubanti vengono convinti dal ‘periodo di prova’ – spiega Rebecca Berto, consulente legale del Centro Europeo Consumatori Italia, ufficio di Bolzano  – i sedicenti broker infatti consigliano di partire da un piccolo investimento da 200-300 euro”. E quel piccolo gruzzolo, guarda caso, frutta subito. Attraverso un falso estratto conto consultabile sul sito della società, infatti, il cliente ha l’illusione di tenere d’occhio in ogni momento la sorte del proprio investimento. Convinto di aver trovato l’Eldorado e spronato dal “consulente personale”, il consumatore raddoppia l’investimento. E poi rilancia ancora, e ancora.

In questo gioco perverso c’è chi ha bruciato patrimoni enormi, da 3/400.000 euro. Diversi pensionati hanno gettato al vento il proprio Tfr, c’è chi, senza lavoro, “investe” il gruzzolo da 5000 euro che si era messo da parte. E anziché ripartire, peggiora la propria situazione.
Il momento della verità arriva quando la vittima finisce i soldi oppure decide di passare all’incasso. Dall’altra parte del telefono gli operatori prendono tempo, cercano di far cambiare idea al cliente. Ma davanti a una richiesta insistente, spariscono. “Ed è allora che le persone si rivolgono a noi – continua Berto -, finora sono state già un centinaio le segnalazioni”. Una di quelle che l’ha colpita di più è di una coppia che, per pagare le spese di matrimonio ha investito una cifra di circa 15.000 euro. L’obiettivo era quello di raddoppiare la cifra e organizzare delle nozze da sogno. Il risultato è stato quello opposto.

I campanelli d’allarme. Nella giungla dei siti di trading online non è facile distinguere società serie da associazioni a delinquere. Ma un metodo c’è: controllare sul sito della Consob se quella società è autorizzata oppure no. Chi non ha ricevuto il via libera dall’Autorità, infatti, è abusivo e agisce al di fuori da ogni regola. Se ad esempio le società non sottopongono alcun prospetto informativo al cliente, siamo già di fronte a una condotta illegale. Avere la propria sede al di fuori dell’Unione Europea rende queste realtà quasi inattaccabili a livello giudiziario. Perché è quasi impossibile che una procura chieda una rogatoria per recuperare poche migliaia di euro. E se il sito si appoggia a provider extra-Ue, spesso Consob non riesce neanche a ottenerne l’oscuramento.

Consob ha aperto, sul suo sito ufficiale, la sezione “Occhio alle truffe” , dove i consumatori possono informarsi su come funziona il trading online, come riconoscere quello falso e dove consultare la lista degli operatori autorizzati. Anche il Centro Europeo Consumatori ha diramato alcuni consigli utili per evitare di cadere nella trappola.

L’informazione infatti non è uno strumento, ma l’unico strumento di difesa. “Nel momento in cui la vittima si rivolge a noi o alla Magistratura, infatti, è troppo tardi. Perché né Consob né alcun tribunale riusciranno a fargli riavere la cifra persa” continuano dall’Autorità.



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