MILANO – Fca chiede un incontro a Nissan e Mitsubishi per spiegare la proposta di fusione con Renault.

Il Lingotto ha proposto le nozze paritarie al gruppo francese, attraverso la creazione di una holding olandese da partecipare al 50 e 50. Ma, come noto, la società transalpina è parte di una grande alleanza con le due case nipponiche, con le quali esiste anche una interessenza azionaria. Ecco perché, come ha specificato fin da subito Fca avanzando la proposta a Renault, l’obiettivo ultimo della dirigenza del gruppo italo-americano è coinvolgere tutti nella partita.

A dire del possibile incontro è il Nikkei, che riferisce di una lettera del presidente di Fca, John Elkann, al presidente e ceo di Nissan, Hiroto Saikawa, e al suo omologo di Mitsubishi, Osamu Masuk. In un’intervista allo stesso Nikkei Saikawa aveva detto di aver bisogno di “esaminare attentamente” l’impatto della fusione e di “dover incontrare e parlare direttamente” con Elkann. Già i board nipponici si sono riuniti, alla presenza del numero uno francese Senard, per fare il punto sulla proposta.

L’ad della Nissan ha detto ceh valuterà “con attenzione” la proposta di Fca a Renault e non ha escluso un incontro con i vertici della società. “Risponderemo in modo attento” e “dovrò incontrare e parlare direttamente con il presidente di Fca, John Elkann”, ha detto al quotidiano finanziario giapponese.

La casa automobilistica giapponese “valuterà i contratti siglati da Nissan e Renault”, dal momento che “le attività si stanno espandendo nella cornice dell’attuale alleanza a tre tra Nissan, Renault e Mitsubishi e devono essere riesaminate”, ha detto Saikawa, sottolinendo che, con l’inclusione di Fca, “le operazioni diventerebbero più grandi e più complicate”. Se Renault e Fca completassero la fusione e Mitsubishi e Nissan dovessero affiancarle, l’alleanza a quattro avrebbe vendite annuali per oltre 15 milioni di veicoli. “Ci sarebbero molte opportunità per Nissan” se Fca entrasse nell’alleanza, ha detto Saikawa, spiegando che comunque “se la fusione tra Fca e Renault si farà, il rapporto con Nissan sugli investimenti cambierà” e questo “ovviamente avrebbe un impatto”. Per questo, ha sottolineato, “sarà necessario esaminare in modo attento le varie informazioni”.

Secondo il Nikkei, il tono generale delle parole di Saikawa lascia intendere che servirà del tempo prima che il suo gruppo decida di sostenere o meno la fusione.

Dell’operazione ha parlato, dal Festival dell’Economia di Trento, anche il ministro Tria: “Non ne vedo il motivo”, ha risposto a chi gli chiedeva se ritenesse opportuna un’entrata dello stato italiano nel capitale di Fca nel caso di una fusione con Renault (dove lo Stato francese è primo azionista).



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