Talent Garden ha inaugurato in settimana il Campus di Milano Isola, il primo spazio del gruppo dedicato al foodtech e alla sostenibilità dove le startup potranno collaborare con le grandi corporate per innovare la filiera del cibo.

Situato all’interno del palazzo della Regione Lombardia, con una superficie di 2.000 metri quadrati, il nuovo spazio, che ospiterà postazioni di lavoro a 180 professionisti, ha comportato un investimento da 1,5 milioni di euro e si aggiunge agli altri due campus di Tag (via Calabiana e via Merano). Ad oggi nel Campus Isola sono presenti più di 30 startup dell’ecosistema italiano ed europeo del foodtech, dalla produzione alla distribuzione, dal packaging al marketing. Già attive le partnership con Accenture, Blu1877 (Barilla), Eataly, Electrolux, Future Food Institute, Gambero Rosso, Lavazza, Unilever e VarGroup.

“Il nostro obiettivo è quello di contribuire a colmare il ritardo culturale che esiste in Italia sul tema dell’innovazione digitale e che rende difficile il dialogo tra le grandi corporate del food – e non solo – e le startup del settore e di favorire l’interesse degli investitori”, afferma il fondatore e Ceo di Talent Garden, Davide Dattoli, che plaude all’istituzione del nuovo ministero dell’Innovazione. “È un passo fondamentale e tangibile verso un cambio di cultura e un’apertura verso la digital transformation necessaria alla crescita del Paese”.

“Il foodtech è la tecnologia più antica del mondo, la storia dell’uomo è avanzata evolvendo i processi e le tecniche di produzione ma oggi il tema non è più solo dar da mangiare a tutti ma come farlo senza distruggere il pianeta. Nel 2050 sulla terra ci saranno quasi 10 miliardi di persone e lo sviluppo come è stato interpretato fino ad oggi, non è più sostenibile. Per questo, come attori attivi dell’ecosistema di innovazione e del digitale, abbiamo deciso di investire in questa direzione. Sebbene infatti, l’Italia sia il terzo ecosistema europeo per investimenti dietro a UK e Francia, l’Europa rappresenta solo il 9% dei finanziamenti mondiali in ambito foodtech” , spiega ancora Dattoli.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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