La stagione delle fragole sta per arrivare: aprile è il mese in cui mercati e supermercati del nostro Paese si colorano del rosso intenso di uno dei frutti più buoni della primavera. I consumatori più attenti, però, prima di passare all’acquisto esaminano con attenzione le confezioni che scelgono: la fragola è un frutto che matura e marcisce in pochi giorni e a volte i primi segni si possono già scorgere sullo scaffale. Una verifica doverosa, anche perché le fragole sono tra i frutti più cari: l’ultima rilevazione Ismea ha individuato in 2,75 euro al chilo il prezzo alla produzione.

C’è però una buona notizia: stanno arrivando le prime confezioni “attive”, che riducono del 10% le probabilità che le fragole finiscano nel cestino. La confezione si chiama Attivo! Ed è un brevetto sviluppato dal consorzio Bestack (che riunisce le aziende italiane produttrici di imballaggi in cartone ondulato per alimenti) e l’università di Bologna.

Il “trucco” utilizzato per allungare la shelf life delle fragole è del tutto naturale. Una volta posati i frutti nell’imballaggio si nebulizza sulle pareti della confezione una miscela di estratti di olii essenziali naturali che derivano, a loro volta, dalla frutta. Questi estratti hanno una funzione antimicrobica: rallentano quindi il processo di maturazione e marcescenza prolungando la shelf life fino a due giorni. Hanno, però, effetto solo su imballaggi di cartone.

Per ora l’imballaggio è stato utilizzato per le fragole Sabrosa, la varietà più coltivata oggi in Italia, vendute nei supermercati del gruppo Dimar (aderente a Selex) del Piemonte e della Liguria. Fragole che per arrivare sugli scaffali devono percorrere diversi chilometri, visto che vengono coltivate in Basilicata e in Campania.

“I benefici dell’imballaggio sono stati confermati anche dai test effettuati sui consumatori – dice Giovanni Sansone, responsabile acquisti ortofrutta di Dimar – che hanno riscontrato nei frutti confezionati in packaging Attivo! una qualità maggiore. Si tratta di un’innovazione 100% italiana, realizzata con una tecnologia 100% naturale, frutto di studi scientifici, che ha anche un alto profilo etico”.

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