MILANO – La cordata per salvare l’Alitalia non ha ancora preso quota, ma uno dei suoi perni (insieme al Tesoro e agli americani di Delta) sono le Ferrovie dello Stato. Eppure ancora oggi, dando il suo benestare alla gestione 2017, la Corte dei Conti torna a ricordare alla società dei treni di valutare per bene il passo nel mondo degli aerei.

“In ordine alle operazioni di ingresso nel capitale Alitalia, la Corte dei conti, tenuto conto dell’impatto che l’operazione avrebbe su FS, rivolge la raccomandazione già formalmente condivisa dal collegio sindacale, che è quella di acquisire tutti gli elementi necessari per valutare la fattibilità e sostenibilità della stessa, attivando tutte le iniziative idonee a tutelare l’integrità patrimoniale del gruppo, la continuità e lo sviluppo aziendale”, è quanto scrivono i magistrati contabili nella relazione sulla gestione finanziaria 2017 di Fs. “A seguito dell’analisi tecnica effettuata dall’Istat in accordo con Eurostat, che ha condotto a considerare Rfi come appartenente al settore delle amministrazioni pubbliche sulla base dei criteri stabiliti dal Sec 2010, la Corte ha chiesto a FS di fornire un riscontro degli esiti del tavolo di lavoro finalizzato a valutare gli impatti della novità sul gruppo, sotto il profilo sia gestionale che patrimoniale”.

Sulla partita è sempre alta la tensione politica, visto l’intreccio con la holding dei Benetton e proprietaria di Autostrade per l’Italia. “Su Atlantia c’è una relazione del Mit che parla chiaro, adesso bisogna avviare la procedura. Per quanto riguarda la revoca ovviamente questa non si deve accavallare con il caso Alitalia. Se Atlantia vuol fare un’offerta per Alitalia, la può fare. L’importante è che non pensi che ci si sono scambi sul tavolo delle concessioni autostradali”, ha detto il vicepremier Luigi Di Maio parlando con la stampa a margine dell’inaugurazione del villaggio Coldiretti a Milano. “Questi sono giorni in cui tanti cittadini italiani si metteranno in viaggio per andare al mare e pagheranno pedaggi ai caselli che sono molto onerosi, carissimi – ha detto Di Maio – con questi doveva fare la manutenzione di un ponte. Non l’ha fatta e quel ponte è crollato e dovrà pagare per quello che ha fatto”.

Tornando al bilancio Fs, nel complesso la Sezione di controllo sugli enti della Corte dei conti ha approvato la relazione sul controllo eseguito sulla gestione finanziaria di Ferrovie dello Stato Italiane, relativa all’esercizio 2017. “Il trasferimento di Anas nel perimetro di Fsi – sottolinea la Corte – non ha avuto riflessi significativi nell’esercizio. Per quanto concerne il valore patrimoniale di Anas la Corte auspica che i lavori del “Tavolo tecnico” istituito presso il Mit e concernente il prolungamento della concessione di Anas giungano alla più celere conclusione, anche al fine di poterne valutare gli effetti sui futuri bilanci di Fsi”,

Il risultato netto di Fsi – spiega la Corte dei Conti in una nota – si è attestato su un valore positivo di 231 milioni, con una riduzione rispetto al 2016 di 408 milioni, sostanzialmente attribuibile alla gestione finanziaria (-400 milioni) e a quella operativa (9 milioni). Il peggioramento del saldo (383 milioni) è dovuto principalmente alla circostanza che nell’anno precedente si erano conseguite plusvalenze da alienazione in seguito alla vendita di Grandi stazioni retail.

Il capitale investito netto, pari a 35.927 milioni, si è incrementato di 147 milioni. Il capitale circolante netto gestionale si attesta a 444 milioni rispetto ai 543 milioni registrati nel 2016. Il decremento è attribuibile alla riduzione netta dei crediti e debiti di natura commerciale e al decremento delle rimanenze per immobili e terreni di trading quale effetto della scissione parziale di Fsi a favore di Rfi. Il gruppo Fsi – prosegue la nota della Corte dei Conti – registra un aumento dei ricavi operativi in  netto aumento (9.299 milioni nel 2017 e 8.928 milioni nel 2016) a cui corrisponde l’incremento dei costi operativi (da 6.635 milioni nel 2016 a 6986 milioni nel 2017) e chiude con un risultato netto pari a 552 milioni, con un decremento rispetto al precedente esercizio, nel quale però il miglior risultato (772 milioni) era stato determinato dalla plusvalenza sopra citata.

L’analisi dell’andamento dei ricavi del trasporto evidenzia il loro significativo incremento (682 milioni) a cui hanno contribuito i positivi risultati di tutte le componenti del servizio trasporto passeggeri (Long Haul, Short Haul, trasporto universale, alta velocità). Anche i ricavi da trasporto su gomma, per effetto dell’ampliamento dell’area di consolidamento, hanno registrato un significativo incremento (156 milioni). La spesa per investimenti complessivi realizzati dal gruppo Ferrovie dello Stato Italiane nel corso del 2017 ammonta a 5.407 milioni, di cui 1.107 milioni in autofinanziamento e 4.300 milioni contribuiti da fonti pubbliche. La spesa per investimenti, a cui si connettono iniziative per il reperimento nel mercato finanziario delle risorse necessarie, consiglia un attento, costante monitoraggio della sostenibilità dei correlati costi. E infatti, anche nel 2017 si sono registrati maggiori ammortamenti per 72 milioni. Relativamente alla situazione patrimoniale del gruppo, nel 2017 il totale delle attività registra un incremento, passando da 62.687 a 63.013 milioni. Le passività nel 2017 sono state pari a 24.383 milioni, con un incremento di 108 milioni rispetto al 2016.



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