MILANO – Il Decreto famiglie torna a spaccare la maggioranza gialloverde. Il provvedimento pensato dal vice presidente del Consiglio, Luigi Di Maio, poi finito al post-elezioni insieme al testo sulla Sicurezza bis di matrice leghista, prevede di usare i soldi ‘avanzati’ dal Reddito di cittadinanza per nuovi interventi a favore dei nuclei.

Ad accendere le polveri del nuovo scontro è stato il vice ministro all’Economia, il leghista Massimo Garavaglia, che a 24Mattino su Radio 24 è stato categorico: “Il miliardo che avanza, se avanza, dal Reddito di cittadinanza servirà a contenere l’aumento del deficit” e non per finanziare il decreto proposto da Di Maio. Parlando delle misure da adottare, nella prossima legge di Bilancio, per scongiurare le clausole Iva da 23 miliardi ha aggiunto: “Questo lo dicono le regole di contabilità”.

Il problema è ormai ricorrente. Il Reddito di cittadinanza è stato ‘coperto’ finanziariamente con una dotazione che prevedeva una platea di beneficiari, che alla prova dei fatti sta risultando meno popolata. Secondo Di Maio, alla fine dei conti dovrebbe ‘avanzare’ 1 miliardo di euro. Ma già il ministro Tria ha specificato che soltanto alla fine dell’anno sarà possibile verificare l’effettiva consistenza delle risorse, per altro derivanti da un incremento del deficit/Pil.

E come già successo col titolare delle Finanze, anche nel caso delle considerazioni del suo vice Garagvaglia, Di Maio è intervenuto immediatamente: “Queste sono considerazioni da tecnico” e “non gli sto facendo un complimento”, ha detto a L’aria che tira su La7. “La Lega ha due anime: da una parte Garavaglia, che dice che questi soldi ci servono per il deficit, e poi Salvini che dice sforiamo tutto”, ha aggiunto Di Maio. “I soldi per le famiglie – ha scandito il capo politico grillino – non si toccano”.

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