MILANO – Le cessioni spingono l’utile delle Generali, che archiviano un semestre comunque di crescita dei profitti anche al netto delle operazioni straordinarie.

Il gruppo triestino segna un utile netto pari a 1,8 miliardi (+34,6%) mentre l’utile netto normalizzato, che non comprende le plusvalenze dalla vendita di Generali Leben e delle attività belghe, si attesta 1,3 miliardi (+6,4%). Il risultato operativo è di 2,724 miliardi (+7,6%): i rami vita e danni migliorano per la profittabilità tecnica confermata dal combined ratio a 91,8% (-0,02 punti base). Solido il capitale con la solvency ratio a 209% (da 217% dell’intero 2018).

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“Questi risultati evidenziano la capacità del Gruppo di generare valore sostenibile, finanziario e industriale, per tutti i suoi stakeholder. Il primo semestre dell’anno conferma l’esecuzione efficace e disciplinata del piano strategico triennale ‘Generali 2021′ in tutti i segmenti di business”. E’ il commento alla semestrale del Group Ceo di Generali, Philippe Donnet. “Generali è oggi sempre di più un gruppo assicurativo e di asset management globale con un’eccellenza tecnica nel Vita e nel Danni e una expertise distintiva nella gestione del risparmio, che ci consentono di affrontare con successo le sfide competitive del settore per diventare lifetime partner dei nostri clienti”, aggiunge.

Nel dettaglio dei conti, la raccolta netta Vita è pari a 7,4 miliardi (+29,5%), mentre i premi sono pari a 24,321 miliardi (+0,9%). I premi Danni aumentano del 3,9% a 11,407 miliardi. Il risultato operativo è di 1,611 miliardi nel Vita (+4%), e di 1,121 miliardi nei Danni (+1,4%), oltre a 186 milioni nell’Asset Management (+17,4%). L’utile dell’Asset Management si attesta a 133 milioni (+22%), le masse di terzi gestite sono pari a 102 miliardi. Il combined ratio è del 91,8%, il New Business Margin è al 4,40%. Il gruppo conferma gli obiettivi del prossimo triennio, che prevedono una crescita del 6-8% degli utile per azione, con un Roe medio superiore all’11,5% e un obiettivo di pay out ratio tra il 55 e il 65%.

Il risultato non operativo è negativo per 588 milioni, riflettendo, afferma una nota, una flessione della performance finanziaria per minori realizzi, che riflettono la politica di sostenere i rendimenti futuri degli investimenti. Il risultato delle attività cessate include il profitto di 352 milioni derivante dalla vendita di Generali Leben e quello di 128 milioni per la cessione delle attività belghe. Il patrimonio di gruppo sale da 23,601 a 27,059 miliardi. Il Preliminary Regulatory Solvency Ratio è del 209% (217% nel 2018).



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