SARANNO Facebook e Google gli sponsor principali della tredicesima edizione del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. L’evento, in programma dal 3 al 7 aprile prossimi, arriva all’indomani dalla grande battaglia culminata con il disco verde dall’Europarlamento alle nuove regole sulla remunerazione del diritto d’autore. Una battaglia, ironia della sorte, combattuta, in primis, proprio contro i giganti del web, Facebook e Google.
 
Una sponsorizzazione, quella di Facebook e Google, annunciata per la verità già all’inizio di marzo e che tuttavia sembra stridere con la battaglia fatta in difesa del diritto d’autore, che vede tra gli imputati i grandi utilizzatori della rete a scapito dei produttori di contenuti. Insomma una scelta, quella degli organizzatori del Festival, che sembra un pò tradire il senso della battaglia combattuta a livello europeo e che ha portato al riconoscimento delle ragioni sostenute dai produttori di contenuti e quindi anche dai giornalisti.

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Una lettura che viene però respinta dalla fondatrice dell’International Journalism Festival Arianna Ciccone: “Fb e Google -spiega – sono presenti al festival, di cui sono sponsor da quattro e sei anni, con l’obiettivo di instaurare una relazione costruttiva e positiva: le grandi piattaforme devono parlare con i grandi e i piccoli editori, cosa che in verità loro stanno cercando di fare, per costruire un ‘ponte’ tra i due mondi e fare in modo che i cittadini abbiano una buona informazione, di qualità e proprio in questa ottica è da leggere la loro partecipazione al festival”.

Ciccone si è anche proncunciata sulla direttiva Ue in materia di copyright. “Sulla direttiva Ue penso che nella contrapposizione che c’è stata tra le grandi piattaforme e gli editori chi ci ha rimesso sono i cittadini perchè sono i loro diritti a essere messi in discussione. C’è una fiducia eccessiva nella tecnologia. Ma i filtri preventivi, che cambieranno per sempre Internet come l’abbiamo conosciuta e vissuta fino a oggi, non possono intercettare al cento per cento un contenuto coperto da copyright quindi il rischio concreto è la censura a monte” spiega la giornalista e blogger. “Magari ho caricato un contenuto non sottoposto a copyright oppure ne faccio un ‘fair use’ che non ha fini commerciali, questo la tecnologia non può saperlo. Alla fine abbiamo dato ai grandi player più potere perchè decideranno loro su questi contenuti, in nome di cosa? Degli interessi dei grandi editori, delle grandi aziende” prosegue.

“Penso sia sbagliato il modo in cui si è intervenuti – spiega la fondatrice del festival di Perugia – perchè i più piccoli, artisti e creativi, saranno penalizzati.La mobilitazione dei cittadini a livello europeo, sostenuta dai più importanti esperti internazionali di web e tecnologia, c’è stata e lo dimostra.Secondo me il dibattito pubblico in Italia anche per responsabilità dei media non è stato corretto, c’è stata tanta propaganda e si è parlato poco dei contenuti della direttiva anche da parte dei media mainstream” conclude Ciccone.
 
All’appuntamento di Perugia, comunque, i riflettori saranno puntati anche sulla loro partecipazione a una maratona, costellata da 300 eventi con oltre 600 speaker, sui grandi temi caldi dell’informazione e del giornalismo che vanno, tra gli altri, dalla disinformazione, cambiamento climatico, intelligenza artificiale, al ruolo delle tecnologie, crisi umanitarie e migrazioni, giornalismo investigativo, al fact-checking, data journalism.
 


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