“Non di solo Environment vive l’ESG”: ecco il titolo assai evocativo di un panel che si è tenuto nel pomeriggio di ieri al Salone del Risparmio. Temi sociali al centro del tavolo, dei quali abbiamo parlato con Lorenzo Randazzo,Senior Sales Manager – Institutional – AXA Investment Managers, tra i relatori dell’evento.

Quali sono le “variabili sociali” da prendere in considerazione nel giudicare “sostenibile” un investimento?
“Le variabili Sociali (S) maggiormente prese in considerazione riguardano la sfera del Lavoro e della Salute”.

Sono fattori sottovalutati e perché?
L’integrazione dei fattori Sociali nell’analisi e nella modalità di investimento è stata negli anni scorsi messa in secondo piano rispetto ai fattori Ambientali (E) e di Governance (G), non tanto per l’assenza di interesse, piuttosto per la mancata identificazione di metriche chiave condivise. In questa fase da parte degli investitori è particolarmente importante l’attività di Engagement: da un lato incoraggiare le aziende a rendicontare sulle tematiche sociali, dall’altro spingere le società ad adottare politiche e processi migliori e di implementare le azioni necessarie per supportare gli SDGs ovvero gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite”.

A suo giudizio, sta crescendo tra gli investitori la consapevolezza dell’urgenza di questi temi?
Assolutamente sì, credo che il Sociale e l’impatto generato, sarà il tema che influenzerà l’investimento responsabile del futuro. In AXA Investment Managers abbiamo individuato 4 tematiche che guideranno i trend dell’investimento responsabile e non solo: il Capitale Umano, la Salute, la Diversity e il Cambiamento Climatico. I primi tre evidentemente riguardano la sfera Sociale. Come gestori finanziari, oltre ad andare a sovrappesare questi temi in ogni soluzione d’investimento, per ognuno abbiamo sviluppato una strategia di investimento ad impatto sociale dedicata.

Quali sono gli strumenti a disposizione dell’investitore per valutare le ricadute sociali di un investimento? 
Gli strumenti e i fattori che si vanno a considerare dipendono dal tipo di strategia ad Impatto identificata. Nel caso del Capitale Umano, per esempio, andiamo a vedere variabili come le condizioni lavorative, la gestione dei talenti, la gestione della carriera, il turnover e l’impiego della tecnologia a supporto del lavoro umano. Crediamo che ci sia una correlazione positiva tra le condizioni lavorative e i risultati societari: abbiamo rilevato che dove c’è un maggiore allineamento di interessi tra il management e i dipendenti, dove c’è una partecipazione del dipendente alla vita dell’azienda si presentano risultati migliori. In questo caso le metriche che andremo a misurare sono per esempio il numero di nuovi posti di lavoro e le ore di training fornite.
 
Quali, tra le variabili sociali, hanno una correlazione maggiore con il rendimento tradizionalmente inteso?
Crediamo che per valutare la bontà dell’investimento non si possa prescindere dalla Gestione del Rischio. Siamo convinti che investire in maniera responsabile crei un valore di lungo termine per l’investitore e per la società in cui si investe. Siamo altresì convinti che nel lungo periodo investire in maniera sostenibile migliori il rapporto tra rischio e rendimento soprattutto grazie ad una riduzione dei rischi. Da un punto di vista dei soli rendimenti finanziari è dimostrato, ci sono più statistiche a supporto, che le aziende che mostrano, ad esempio, una maggiore uguaglianza di genere sono anche quelle che hanno presentato performance migliori e sono quelle che hanno maggiore capacità di generare utili futuri più elevati. Questo perché le società più “diverse” non è solo di Genere, ma anche di Età, Cultura, Nazionalità, Educazione e background professionale dimostrano una migliore intelligenza collettiva e una minore omologazione che consente di essere più creativi ed innovativi.

Ci faccia qualche esempio, relativamente alle prassi di Axa Investment Managers, di criteri il cui mancato rispetto pone determinati investimenti fuori dal vostro radar…
In questi ultimi anni in AXA Gruppo e in AXA IM abbiamo adottato una politica di Divestment: da un lato disinvestire da quelle società meno virtuose, con un costo sociale e ambientale elevato, e dall’altro investire in realtà con un impatto sociale e ambientale positivo. In AXA Investment Managers, per buona parte del patrimonio, abbiamo adottato delle Policy in tema di Armi Controverse, Derivati sulle Soft Commodity, Olio di Palma, Combustibile Fossile e l’ambizione è di applicare questi criteri di esclusione a tutte le masse in gestione.



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