MOUNTAIN VIEW (CALIFORNIA) – Google cambierà il modo in cui il browser Chrome tiene traccia della navigazione attraverso i cookies, i file che permettono ai siti web di identificare un utente e ricordare le sue preferenze. È una delle tante novità emerse alla conferenza degli sviluppatori I/O in corso a Mountain View.

Fino a oggi i browser hanno considerato tutti i cookies allo stesso modo, che si tratti di un cookie che ricorda la lingua con cui volete consultare un sito web o di un circuito pubblicitario. Una delle funzioni più discusse dei cookie di vare piattaforme pubblicitarie è infatti quella di archiviare i dati di navigazione di un utente e mostrare in seguito un contenuto pubblicitario considerato rilevante. L’utente che ha visitato un sito di ecommerce e visualizzato un paio di scarpe, vedrà comparire inesorabilmente per giorni, in molti siti web, l’inserzione di quella marca di scarpe.

Eliminare i cookie è ovviamente possibile con pochi clic, ma i browser procedono dunque a cancellare tutti i cookie, anche quelli che rendono più semplice all’utente la vita online, senza bisogno di login a ogni nuova visita. Questo è destinato a cambiare. Nei prossimi mesi Chrome richiederà agli sviluppatori dei siti web di specificare a cosa serva un determinato cookie e anche se quel cookie abbia il permesso di funzionare da un sito all’altro, ovvero di “inseguire” l’utente dal sito iniziale a un sito secondario per mostrargli la pubblicità. Ci saranno insomma due tipologie di cookie: quello del singolo dominio, e quello trasversale.

La conseguenza di questa modifica è che l’utente potrà cancellare i cookies trasversali senza però essere costretto al logout dalla sua casella di posta o da altri servizi che vuole davvero usare. Google ha anche intenzione di presentare un plugin che permetterà di vedere all’utente quali aziende e piattaforme pubblicitarie siano coinvolte in una campagna pubblicitaria. Il plugin dovrebbe anche mostrare gli elementi che spieghino perché quell’utente sta vedendo quella pubblicità, per esempio per la visita su un sito web in passato.  Si tratta di una funzione che anche Facebook ha rilasciato negli scorsi mesi all’interno della sua piattaforma. Nel lungo termine, Google limiterà i cookies trasversali alle sole connessioni sicure (con protocollo HTTPS).

La scelta di Google ha un significato politico: in un’epoca di nuova consapevolezza sull’uso dei dati personali, è un cambio chiaro e che ha un costo. “Vogliamo che i nostri siano privati e sicuri e pensiamo davvero che privacy e sicurezza debbano essere per tutti e non solo per alcuno”, ha detto nel suo keynote il Ceo Sundar Pichai. La piattaforma AdSense, parte del gruppo, sfrutta anche tecnologie come i cookies e contribuisce all’enorme raccolta pubblicitaria (136 miliardi di dollari nel 2018) della società. L’eventuale danno per i conti è dunque ben calcolato: oggi la pubblicità di Google ha fonti ben diversificate e ha in ogni caso molte informazioni sull’utente, che possono essere perfino più precise di un cookie. Inoltre, anche se è sempre una buona notizia quando il singolo consumatore ha più controllo, è facile immaginare che la gran parte degli utenti non starà troppo attento alle modifiche, e continuerà a usare i cookies e i servizi di Google, perché sono utili.


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