Dopo l’accusa, mossa dal sito Genius, di rubare i testi delle canzoni che mostra nel suo motore di ricerca, Google interviene sull’argomento con un breve post in cui ribadisce che non saccheggia il web in cerca dei testi, ma che si appoggia ad aziende partner che glieli forniscono. E, per essere più trasparente, annuncia che a breve pubblicherà anche la fonte da cui provengono.
 
In esame ci sono le parole delle canzoni che compaiono nel box in alto tra i risultati delle ricerche quando si digita il titolo di un brano in Google. La compagnia di Mountain View spiega di pagare gli editori musicali per mostrare questi testi, dal momento che sono loro a gestirne i diritti per conto degli autori. Quando gli editori non dispongono di una copia digitale dei testi, Google li prende il licenza da aziende esterne.

L’accusa mossa da Genius.com e riportata nei giorni scorsi dal Wall Street Journal “suggerisce che uno dei nostri fornitori di testi di canzoni sia ha in corso una discussione con un sito di testi in merito alla provenienza di queste parole”, scrive Google, che ha chiesto al partner di fare chiarezza.
“Per rendere più chiaro da dove viene un testo, presto indicheremo l’azienda esterna che lo fornisce”, conclude Google.


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