MILANO – Google incassa la terza multa miliardaria dall’Europa, mentre prova a far pace con l’Antitrust del Vecchio continente prima che arrivi il nuovo inquilino nella Commissione nel prossimo autunno, al posto della combattiva Vestager, lanciando alcune modifiche ai suoi sistemi per evitare nuovi guai.

La nuova multa

La sanzione annunciata oggi da Bruxelles è da 1,49 miliardi e deriva dalla violazione delle regole di concorrenza: secondo gli sceriffi del mercato europeo, la società Usa ha abusato della sua posizione dominante sul mercato – con la piattaforma AdSense – imponendo una serie di clausole restrittive nei contratti con i siti web terzi, impedendo ai concorrenti di piazzare le loro pubblicità su tali siti.

“La cattiva condotta è durata dieci anni e ha impedito alle altre aziende di competere sul merito e innovare”, ha detto la commissaria Vestager. Non è una novità, ma la terza sanzione in pochi anni: l’anno scorso, la responsabile della Concorrenza aveva staccato una sanzione record da 4,34 miliardi per il sistema operativo Android; che fece seguito a sua volta a quella da 2,4 miliardi del 2017 per i servizi di comparazione e shopping.

Cambiamenti a Shopping e Android

Prima di incassare la nuova sanzione, il gigante del web aveva resa nota la decisione di modificare in Europa alcune funzionalità del servizio Shopping e di Android, proprio per rispondere alle richieste dell’Antitrust che ormai da anni ha ingaggiato una battaglia con Mountain View.

La strategia di Google è quella di operare preventivamente su alcuni aspetti dei suoi strumenti, per evitare di cadere nuovamente nelle maglie Ue.

“Dal 2017, quando abbiamo adattato Google Shopping per rispondere alle direttive della Commissione Ue, abbiamo fatto numerose modifiche”, ha detto Kent Walker, vicepresidente di Google, annunciando un nuovo cambiamento introdotto recentemente. “Abbiamo iniziato a testare un nuovo formato, che dà link diretti ai siti che confrontano i prezzi, assieme ad offerte specifiche dei venditori”. In sostanza, i ‘rivali’ dovrebbero trovare più spazio e maggior dignità sul motore di ricerca.

Un’altra innovazione riguarda Android: chi possiede un telefono con il sistema operativo sviluppato da Google può già scegliere se installare un browser diverso da Google, ma nei prossimi mesi all’utente verrà esplicitamente chiesto quale browser o app di ricerca vuole utilizzare.

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