ROMA – Londra Heathrow è lo scalo “più collegato” al mondo. Un record saldamente nelle mani dell’hub di Sua Maestà che tiene a distanza altre mega-strutture, come Francoforte (al secondo posto grazie ad una scalata vertiginosa di posizioni) e Chicago (al terzo).  E’ la classifica annuale stilata da Oag che oltre a considerare il peso delle connessioni con alltri aeroporti, valuta anche la percentuale di “occupazione” degli slot – le fasce orarie di decollo e atterraggio – delle compagnie. A Heathrow, ad esempio, l’indice di connessione è pari a 317 collegamenti, a Francoforte 309 e a Chicago 290. Ma guardando alle linee aeree regine dei rispettivi scali si comprende anche il perchè: British Airways a Londra si piazza al 51% dei voli complessivi. Lufthansa ha praticamente il monopolio di arrivi e partenze col 63% mentre United Airlines copre il 43% del totale.

Heathrow, nel dettaglio, in un giorno record di picco di traffico, raggiunge quota 1.300 partenze e arrivi al giorno (uno ogni 40 secondi) con una media annua di poco inferiore a 500mila voli che scaturiscono dai 317 collegamenti diretti con altre città.

E l’Italia? Fiumicino si difende bene piazzandosi al 34esimo posto. Quello che la classifica evidenzia con forza è che lo scalo, oggi, ha in Alitalia un alleato molto fedele sia pur in crisi col 43% dei voli complessivi, tutti nelle mani del vettore romano. Una dipendenza in qualche modo pericolosa in caso di fallimento, un evento non impossibile, come la cronaca delle ultime ore insegna con il duro colpo subito dai passeggeri di Thomas Cook. In ogni caso la trattativa per il salvataggio di Alitalia resta in bilico, anche se Delta, Ferrovie dello Stato e Atlantia stanno stringendo l’accordo per completarlo entro il 15 ottobre. Oggi Fiumicino ha un indice di collegamenti pari a 139, più o meno quello di scali di medio calibro come Dehli, Seattle, Pechino, Canton, Zurigo e Tokyo Narita.

Ma ci sono anche delle grosse sorprese in giro per il mondo. In particolare in Asia dove nonostante la forte crescita dei collegamenti dagli hub verso la “periferia” della rete mondiale, i numeri non evidenziano una crescita importante. Come nel caso di Singapore, Hong Kong e Shangai rispettivamente alla nona, decima e 25esima piazza. Altra curiosità quella legata al “dominio” di alcune compagnie aeree nelle rispettive basi: a Dallas Fort Worth la American Airlines copre l’85% dei voli. Houston ringrazia United Airlines col 81%. Mentre ad Altanta Delta domina col 79% così come fa con la stessa percentuale Turkish a Istanbul.
 

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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