Chi l’avrebbe mai detto? I millennial sono la categoria di utenti che finisce più spesso nella rete delle truffe bancarie online. Proprio quei nativi digitali che – almeno in teoria – dovrebbero avere qualche strumento in più per riconoscere una truffa telematica rispetto alla generazione dei propri genitori.

Uno studio inglese realizzato dall’istituto bancario Lloyds Bank rivela che non è così. Anzi: nel Regno Unito la fascia d’età 18-34 è quella più colpita in assoluto dal phishing e da altre frodi telematiche. La ragione di questo fenomeno, spiega Lloyds, va cercata nella statistica: i giovani sono infatti quelli che più di tutti, e più spesso, frequentano la Rete e i servizi di home banking e sono quindi più esposti ai rischi, se non correttamente informati. Anche per questo l’istituto britannico ha fatto partire una campagna informativa multimediale. Di sensibilizzazione al tema sembra esserci un gran bisogno anche dall’altra parte dell’Atlantico: nel maggio 2019 da un’indagine americana era emerso come i giovani tra i 16 e i 24 fossero poco consapevoli dei rischi cui ci si espone online: il 78% del campione ha dichiarato infatti di utilizzare la stessa password per diversi servizi online e il 44% non sapeva neanche cosa fosse il phishing online.

Dopo gli under 34 i clienti britannici più colpiti sono quelli tra i 45 e i 54 anni: circa il triplo rispetto agli over 55. Per carpire password e pin i truffatori vestono i panni di tre istituzioni in particolare: la banca del cliente, la polizia o l’equivalente della nostra Agenzia delle Entrate (l’HM Revenue and Customs). 

Tuttavia non sono i giovani a pagare il prezzo più alto: Lloyds ha calcolato che una singola frode sfila agli under 34 oltre 2.500 sterline, ma va molto peggio a chi supera i 55 anni, con una media di quasi 11 mila sterline rubate a testa. In mezzo ci sono quelli tra i 45 e i 54 anni con 3.500 sterline perse.

Il fenomeno è ben radicato anche nel nostro Paese. I tentativi di phishing sono all’ordine del giorno e corrono via email, ma anche su Whatsapp e Facebook, come nel recente caso dei falsi buoni Conad, Carrefour e Alitalia che, in realtà, hanno l’unico obiettivo di abbonare utenti ignari a dei servizi a pagamento.

Secondo i dati diffusi dall’autorità del settore bancario Abi, nel 2018 le banche italiane hanno investito oltre 300 milioni di euro per aumentare il livello di sicurezza delle operazioni telematiche dei propri clienti. Per il 2019 lo studio stima un aumento degli investimenti tra il 5 e il 15% per metà degli istituti coinvolti. Nel frattempo è sempre meglio dare un’occhiata ai consigli per evitare di essere truffati.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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