Miglior prezzo garantito? Mica tanto. Nella maggior parte dei casi chi vuole trovare la tariffa più bassa per una stanza d’albergo deve rivolgersi ai siti degli stessi hotel e non alle multinazionali come Trivago, Booking, TripAdvisor, Expedia e Hotels. Peccato che, per chi fa una ricerca su Google con il nome dell’hotel desiderato, il sito della struttura sia quasi introvabile: nascosto da decine di inserzioni a pagamento dei colossi dell’intermediazione online che oltretutto hanno un ranking molto alto sul motore di ricerca.

L’indagine sulle tariffe di cento hotel in Italia e nel mondo è stata fatta dalla Casa del Consumatore insieme a Shopping Verify. E il risultato è chiaro: il 54% delle volte il prezzo più conveniente è quello applicato sul sito del gestore; percentuale che sale al 61% per gli hotel in Italia. E lo studio non considera eventuali sconti per clienti affezionati o già registrati. Ma non sempre una politica di prezzi aggressivi e un sito web ben disegnato sono sufficienti. Perché le grandi piattaforme di prenotazione e comparazione dominano i primi risultati mostrati da Google. E così per l’albergatore spesso non c’è alternativa, deve convenzionarsi con questi giganti del web.

A giudicare dai risultati emersi, però, i consumatori farebbero bene a fare uno sforzo di ricerca in più e approdare sui siti degli hotel. Prendendo in considerazione una matrimoniale durante la settimana di Capodanno 2019 (dal 30 dicembre al 5 gennaio 2020):

  • al Royal Central di Dubai si possono spendere 3.238 euro prenotando sul sito dell’albergo mentre su altre piattaforme si arriva a 4.303. Mille euro in più per la stessa identica stanza;
  • al Palace 3 di Londra il risparmio, evitando aggregatori e intermediari, è di circa 500 euro.

E in sei casi su dieci gli hotel italiani costano di meno se prenotati direttamente anziché su terze parti. Certo, questo non significa che sulle piattaforme online non si possano spuntare ottimi prezzi, oltretutto Casa del Consumatore sottolinea che in questo modo si riescono a ottenere anche migliori condizioni contrattuali, senza contare che il feedback degli utenti può, in molti casi, orientare la scelta in modo decisivo. Tutto questo, a patto di non prendere per oro colato il claim che parla di “miglior prezzo garantito” e di non fermarsi al primo intermediario ma di consultarli tutti.

Inoltre possono esserci grosse differenze anche tra una piattaforma e l’altra. Per il Grosvenor Hotel di Londra si va dai 1.600 euro di TripAdvisor ai 1.092 di Trivago, per l’Amsterdam Teleport Hotel si può prenotare a 552 euro su Trivago mentre su tutti gli altri a 1.114. 
E proprio Trivago risulta, subito dopo i siti delle strutture, il più conveniente nella maggior parte dei casi. La classifica stilata da Casa del Consumatore e ShoppingVerify per gli hotel italiani dice che, in percentuale, le tariffe più convenienti si trovano:

  • 61% sul sito della struttura;
  • 50% su Trivago
  • 22% su TripAdvisor
  • 14% su Hotels
  • 8% sia su Booking che su Expedia.

Per quanto riguarda la media mondiale:

  • 54% sul sito della struttura;
  • 44% su Trivago;
  • 28% su TripAdvisor;
  • 18% su Booking;
  • 16% su Hotels;
  • 13% su Expedia.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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