ROMA – C’è l’anziana signora, che ha ricevuto 20 telefonate in un solo minuto, alla tre del pomeriggio, mentre cercava di riposare. C’è il giovane insegnante di liceo che ne ha ricevute 200 in un giorno, durante il viaggio di nozze. C’è l’azienda che si è vista intasare il centralino da squilli continui, tambureggianti.

Responsabili di questo bombardamento di chiamate non sono i soliti call center, di cui pure sperimentiamo l’aggressività. In campo, stavolta, ci sono i call center clandestini che si fanno forti di uno scudo. Quando ci chiamano, a raffica e senza pietà, adottano un trucco. Mostrano, sul nostro smartphone, un numero del chiamante che non è quello effettivo. In altre parole, falsificano il loro numero e ne mostrano uno “taroccato”, spesso inesistente.

Oggi, il numero di qualsiasi call center dovrebbe essere “richiamabile”. L’utente richiama il call center che lo ha raggiunto – se vuole – per chiedere chiarimenti, dialogare, protestare. Chi prova a parlare con un call center pirata non ci riesce proprio perché il numero del chiamante è falsificato.

Lo scudo dunque rende questi call center clandestini irrintracciabili. La Polizia postale e delle comunicazioni – che riceve centinaia di denunce dalle persone infastidite – non è in grado di individuare il luogo e la struttura da dove la chiamata è partita, malgrado abbia buona volontà e mezzi tecnologici avanzati. Loro, i call center clandestini, forti di questa impunità a volte organizzano delle vere e proprie truffe.

I call center clandestini tormentano gli italiani.  L'AgCom agli operatori: Controllate

L’Autorità per le Comunicazioni, arbitro delle questioni televisive e telefoniche, ha scoperto che centralinisti di un call center hanno chiamato delle famiglie spacciandosi per funzionari dell’Autorità stessa (che è un soggetto pubblico indipendente). Subito dopo, hanno invitato queste famiglie a lasciare il loro operatore telefonico perché “deciso ad aumentare le tariffe”, per passare a un altro.Quale call center ha messo in piedi lo scherzetto? Impossibile scoprirlo perché il suo numero chiamante era camuffato.

In questo scenario, d’intesa con svariate Procure italiane, la Polizia postale ha segnalato all’Autorità che il fenomeno dei call center pirata dilaga. Questi call center si stanno dotando di software (i “cli spoofer”) sempre più efficaci nella falsificazione del numero del chiamante.

Ora l’Autorità è convinta che le società telefoniche siano perfettamente in grado di controllare se un qualsiasi call center fa partire una telefonata da un numero (reale, esistente) che è stato mascherato. Proprio per questo, l’Autorità ha diffidato gli operatori perché mettano in piedi una vigilanza preventiva bloccando sul nascere qualsiasi chiamata “taroccata”. 

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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