ROMA – Maggio del 2019. Il consiglio di amministrazione approva il bilancio dell’intero gruppo Rai per il 2018. Questo bilancio generale, “consolidato” chiude in pareggio. Il merito è anche delle società controllate (come Rai Way, Rai Cinema, Rai Pubblicità) che trasferiscono preziose iniezioni di ricavi nel bilancio complessivo del gruppo.

Ma il gruppo televisivo, che pure ha i conti generali in ordine, poggia su piedi d’argilla. Lo dimostrano le difficoltà di Rai Spa, la “casa madre” del gruppo, la società per azioni controllata direttamente dal Tesoro cui fanno capo le reti e i telegiornali.

La “casa madre” Rai Spa chiude il 2018 “con una perdita netta di 33,8 milioni di euro” (come si deduce dalla documentazione depositata alla Camera di Commercio), contro un utile di 5,5 milioni nel 2017.

La colpa è anche di Mediaset. Nel 2018, il gruppo Berlusconi ha in palinsesto i Mondiali di calcio di Russia e fa il pieno di spot. Dall’altra parte, Rai Spa va in sofferenza. La pubblicità sui canali generalisti (come RaiUno, RaiDue e RaiTre) – ad esempio – va giù di 19,5 milioni. E’ tanta roba in meno.

Poi c’è il costo del personale, che si impenna. Tra “retribuzioni e oneri sociali” (i contributi), Rai Spa stacca un assegno record da 862,2 milioni di euro (nel 2018) contro gli 805,2 dell’anno precedente. La crescita è di 57 milioni.

Se il canone ordinario, quello che le famiglie pagano in bolletta, sale a 1634 milioni; invece il canone speciale continua ad essere evaso da ristoranti, bar, hotel (avviliti anche da importi molto proibitivi). L’incasso di Rai Spa per il canone speciale si conferma basso, stazionario a 79 milioni.

Le fragilità di Rai Spa – evidenti nel bilancio del 2018 – rischiano di essere confermate nel 2019 e di complicare anche la tenuta del gruppo, nel suo complesso. Che il quadro si stia aggravando nel 2019 lo dimostra l’articolo del quotidiano Repubblica che ieri ha pronosticato un rosso di circa 15 milioni per la prima semestrale 2019 del gruppo Rai.

L'articolo di Goffredo De Marchis su Repubblica di ieri

L’articolo di Goffredo De Marchis su Repubblica di ieri

La televisione di Stato resta convinta che un recupero sia possibile. Confida di centrare il pareggio – come gruppo – anche nel 2019. E ragiona sulle prime misure salva-bilancio:
– proprio da ristoranti, bar e alberghi la Rai pensa di ricavare tra i 6 e gli 8 milioni in più (come canone speciale);
– i costi del personale scenderanno per gli effetti degli esodi incentivati decisi nel 2017 e nel 20128;
– le entrate pubblicitarie invece dovrebbero salire, merito degli alti ascolti per le Nazionali di calcio, femminile e under 21

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