MILANO – Ore 11.30. Le Borse cercano di cavalcare l’apparente tregua sul fronte delle tensioni tra Stati Uniti e Cina e provano a fare il bis dopo la seduta a segno di ieri, forti anche del traino di Wall Street che ha chiuso in rialzo. In Europa Milano sale dello 0,77%, Londra cresce dello 0,16%, Francoforte dello 0,74% e Parigi dello’1,09% . In Asia schiarite anche su Tokyo, con il Nikkei che termina gli scambi guadagnano lo 0,37%, dopo quattro sedute negative consecutive.

Sul fronte delle valute l’euro apre in rialzo sopra quota 1,12 dollari e passa di mano a 1,1212  mentree cala a 119 yen. Balzo in avanti per lo spread, che sale a 205 punti con il rendimento del titolo decennale all’1,48%.

Tra i dati macroeconomici vanno meglio delle attese, nonostante la guerra commerciale n atto con gli Usa, le esportazioni cinesi. Le vendite totali di Pechino all’estero sono aumentate del 3,3% su base annua dopo il calo dell’1,3% a giugno. Le importazioni hanno registrato un ulteriore calo del 5,6% (meno dell’atteso 9%), dopo il calo del 7,3% a giugno. In totale, l’avanzo commerciale cinese è sceso a 45,05 miliardi di dollari, da 51 miliardi del mese precedente. Con i soli Stati Uniti, l’export è sceso del 6,5% mentre le importazioni sono crollate del 19%.

Tornano a salire le quotazioni del petrolio, dopo aver toccato ieri i minimi da gennaio sull’onda dei timori per la crescita e la guerra commerciale tra Usa e Cina. I contratti sul greggio Wti con scadenza a settembre guadagnano 1,58 dollari al barile a 52,67 dollari; il Brent recupera 1,64 dollari  a 57,87 dollari. Continua la crescita dell’oro:  dopo aver sfondato ieri il tetto dei 1.500 dollari l’oncia, record dal 2013, il più tradizionale dei bene rifugio si rafforza ancora e passa di mano sui mercati asiatici  a 1.503 dollari l’oncia.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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