MILANO – Apertura positiva sui mercati finanziari del Vecchio continente mentre si analizza l’esito delle elezioni europee. Come sottolineano a caldo gli analisti di Barclays, le urne hanno delineato una maggioranza composta da forze pro-Europa e i gruppi tradizionali stanno dimostrando di tenere in linea di massima le loro posizioni di fronte all’avanzata dei populisti, con un supporto crescente per i Verdi in genere.

Milano sale dell’1,2% nelle prime battute. La storia finanziaria di giornata è senza dubbio l’ufficializzazione della proposta di fusione di Fca a Renault, che scalda i titoli in Borsa e trascina tutta Piazza Affari. Positive comunque anche le altre: Parigi +0,5%, Francoforte +0,65% e Madrid +0,6% mentre Londra è chiusa per festività.

La prima risposta al voto arriva dall’euro che resta sopra la soglia degli 1,12 dollari visto che l’avanzata dei partiti euroscettici non si è tradotta in netta affermazione. La moneta unica scambia a 1,1208, esattamente in linea con venerdì sera. L’euro risale a 122,73 yen (da 122,54). In chiaro rafforzamento la sterlina a 0,8798 pound per un euro (da 0,8834) e a 1,2739 pound per un dollaro (da 1,2657): nel voto per l’Ue nel Regno Unito, come da attese, si è verificato un trionfo del Brexit party di Nigel Farage sostenitore di una uscita senza accordi con Bruxelles.

Apre in leggero rialzo lo spread tra Btp e Bund tedesco: il differenziale si attesta a 270 punti base, con il tasso del decennale italiano al 2,58% sul mercato secondario. Anche in questo caso, dunque, non ci sono grandi scossoni. Per il resto, l’inizio di settimana è povero di appuntamenti: l’agenda macro odierna non prevede alcuna indicazione di rilievo, complice anche la chiusura per festività di Wall Street (oggi si celebra il Memorial Day) e della Borsa di Londra (con lo Spring Bank Holiday).

 La Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo questa mattina: l’indice Nikkei avanza dello 0,31% a 21.182,58 punti. Occhi puntati sulla vista di Donald Trump in Giappone e sulle tensioni tra Usa e Cina. Il presidente americano non ha risparmiato critiche al paese che lo ospita, affermando che per “molti, molti anni”, Tokyo ha “avuto un vantaggio notevole” su Washington. La visita di Trump arriva in un momento in cui l’amministrazione Usa sta valutando l’opzione di imporre dazi doganali sul settore auto di Giappone e Unione europea.

Tra le materie prime, l’oro è in rialzo sui mercati asiatici a 1.286 dollari l’oncia sulla scia dei timori per la guerra dei dazi tra Usa e Cina. Il lingotto con consegna immediata guadagna lo 0,2% a 1.286 dollari l’oncia. Quotazioni del petrolio in calo dopo il lieve recupero che ha seguito il crollo della scorsa settimana sulle tensioni geopolitiche con l’Iran e la guerra dei dazi tra Usa e Cina. I contratti sul greggio Wti con scadenza a luglio cedono 24 centesimi a 58,39 dollari al barile mentre il Brent è fermo a quota 68,69 dollari al barile.



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