MILANO – Ore 10.50. Calda accoglienza sul mercato per il via libera arrivato ieri sera dal voto favorevole degli iscritti alla piattaforma Rousseau al governo M5s-Pd guidato ancora da Giuseppe Conte. Lo spread segna in mattinata un nuovo minimo e scende sotto quota 150 punti e poi si posizione a 182 con il rendimento del titolo decennale allo 0,84%. Positiva anche la reazione di Piazza Affari, che sale dell’1,65%.

In generale si profila comunque una giornata positiva per le Borse europee, incoraggiate dalla sconfitta in Regno Unito per il premier britannico Boris Johnson, che ha perso la maggioranza in Parlamento, con lo scenario di una Brexit senza accordo che a questo punto sembra allontanarsi. Londra cresce dello 0,76%, Francoforte dell’1,17% e Parigi dell’1,12%. In Asia Tokyo ha chiuso a +0,12%.

Schiarite per gli investitori che compensano in parte i segnali poco incoraggianti arrivati ieri dall’economia Usa, con l’indice Ism manifatturiero, il sondaggio condotto tra i direttori degli acquisti delle grandi industrie, che per la prima volta da 3 anni è risultatato sotto la soglia psicologica dei 50 punti e quindi in contrazione.
Sempre tra i dati macro è deludente anche il pmi servizi rilevato da Markit ad agosto.L’indice si è attestato a 50,6 punti, in calo dai 51,7 punti di luglio e sotto le attese degli analisti ferme a 51,6 punti.

Tra le valute l’euro risale lievemente ma si mantiene sotto quota 1,10 dollari, a 1,0975. Riguadagna terreno la sterlina: dopo avere toccato i minimi da tre anni oggi risale a  1,211 dollari.

In ripresa infine tra le commodities il prezzo del petrolio. Il greggio Wti, che nella serata di ieri aveva registrato un calo del 2%, scendendo appena sotto la soglia dei 54 dollari, si è portato a 54,14 dollari al barile, con un guadagno di 20 centesimi. Il Brent quotato a Londra è salito a 58,38 dollari (+21 centesimi).

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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