MILANO – Il Governo si prepara a varare il Documento di economia e finanza, atteso al Consiglio dei ministri nel pomeriggio di oggi, con un probabile ‘antipasto’ di Flat tax e le norme per il rimborso dei risparmiatori delle banche.

Il documento non spiega nel dettaglio le misure, ma indica il quadro macroeconomico e le intenzioni del governo che si concretizzeranno poi d’autunno con la legge di Bilancio. In questo contesto dovrebbe esserci un riferimento sia agli sgravi alle famiglie – voluti dal M5s – sia alla tassa piatta che la Lega ritiene imprescindibile per far andare avanti il governo. Il Tesoro, come spesso accaduto, sta cercando di mediare e lo stesso ministro Tria, intervistato oggi da Repubblica in edicola, ha chiarito che il Def “sarà essenzialmente a legislazione invariata”. Insomma, niente promesse altisonanti, ma si “specificherà che si sta lavorando perché la legge di Bilancio accolga una continuazione della riforma fiscale nella direzione del programma di governo e nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica fissati nello stesso Def che stiamo varando”.

Salvini e la Lega si aspettano una aliquota al 15% per il ceto medio, indicato in redditi fino a 50mila euro. Ma il costo d 12-15 miliardi è insopportabile per finanze pubbliche che devono già reperire 23 miliardi per sterilizzare gli aumenti Iva che scatterebbero il prossimo anno. Ecco perché si cerca la mediazione per iniziare a inserire il riferimento ai redditi fino a 30mila euro, poi dopo le elezioni e l’estate si vedrà.

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Attesi anche i nuovi numeri della crescita, che dovrebbe scendere intorno allo 0,2% che indica la commissione europea (potrebbe essere qualcosa in più alla luce del decreto-crescita), mentre il deficit/Pil è atteso al 2,4%.

In attesa dei nuovi numeri, l’Istat ha rivisto al rialzo le stime del Pil 2017, portandole da +1,6% a +1,7%. Confermata invece a +0,9% la crescita del 2018. Una revisione dovuta alle nuove regole Eurostat che ha allargato il perimetro della Pa a dieci nuovi enti, da Rfi a Invitalia. Confermate quindi le stime sul deficit nel 2017 al 2,4% del Pil e nel 2018 al 2,1%, mentre per il debito si attendono lumi da Bankitalia.

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