ROMA – La prova che il secondo disastro in cinque mesi si sarebbe potuto evitare è disegnata nei tracciati della Aireon. La società americana con sede a McLean, in Virginia (Usa), secondo quanto confermato ufficialmente a Repubblica da un portavoce, ha consegnato nei giorni scorsi i dati di volo del 737 MAX della Ethiopian alle autorità di Stati Uniti e Canada, oltre ad un gruppo di altre nazioni che “ne hanno fatto richiesta” e che sono stati coinvolti nel disastro. Il nostro Paese, in particolare, con le otto vittime accertate su 157 complessive dello schianto, sarebbe incluso in questa lista. 

I tracciati del volo sarebbero disponibili alle autorità e mostrerebbero, secondo indiscrezioni, comportamenti “anomali” dell’aereo, confermando quindi le ipotesi di un incidente fotocopia di quello della Lion Air del 29 ottobre scorso che h causato la morte di tutte le 189 persone a bordo.  I satelliti della Aireon, che sono in grado di seguire il percorso di ogni aereo dotato del sistema ADS-B, una sorta di super Gps utilizzato ampiamente nel mondo, Europa e Usa compresi, hanno raccolto le informazioni necessarie per stabilire, nella fase immediatamente successiva al disastro, le prime cause e quindi sono state fondamentali per convincere il presidente Donald Trump e le autorità di Usa e Canada della necessità di un blocco immediato dei voli del MAX e del suo sistema di autopilotaggio Mcas, finito nel mirino per l’ingovernabilità dei due aerei precipitati, su cui era stato montato.

Aireon – che “si unisce al cordoglio per le famiglie delle vittime” – innanzitutto spiega a Repubblica, attraverso il direttore marketing e comunicazioni Jessie Hillenbrand  che “il sistema satellitare Aireon ADS-B ha la capacità di monitorare i dati da tutti gli aeroplani equipaggiati con i sensori dell’Automatic Dependent Surveillance-Broadcast (ADS-B). Il sistema è stato in grado quindi di catturare tutte le informazioni associate al volo ET302. Alla richiesta giunta nei nostri uffici da parte Federal Aviation Administration (FAA), della U.S. National Transportation Safety Board (NTSB) americane, da Transport Canada e da diverse altre autorità che si occupano di aviazione civile in altri Paesi, Aireon ha ritenuto doveroso fornire i dati trasmessi dal volo 302 per collaborare attivamente all’inchiesta. Tutte queste autorità nazionali – ha proseguito – stanno ricevendo le informazioni necessarie, che verranno utilizzati nelle rispettive indagini. Noi, pur conoscendo i dati, li abbiamo solo consegnati a questi soggetti”.

Ora si attende la conferma ufficiale della catena di errori che hanno portato al disastro. Ma di certo i primi indiziati ci sono: il sistema Mcas, la velocità eccessiva dell’aeromobile e soprattutto l’andamento non corretto del volo, con cambi repentini e non comandati dai piloti, delle variazioni di altitudine.

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