ROMA – “Aiutiamoli a casa loro”. E’ questo il refrain che va ormai per la maggiore. Un refrain appunto, perché nella realtà l’aiuto italiano ai Paesi poveri è diminuito. Nel 2018, dati Ocse, l’Italia ha tagliato i fondi che destina alla cooperazione e allo sviluppo. E non di poco, un taglio di un quinto, -21,3% rispetto al 2017. In tutto la caduta equivale a una sottrazione di oltre 860 milioni di euro. La denuncia arriva da un rapporto curato da Oxfam e Openpolis ed elaborato sui dati Ocse. Quasi un miliardo di euro, teoricamente stanziato e di competenza del ministero dell’Interno, ha preso un’altra strada, manca all’appello. Un miliardo che altro non è, secondo le due organizzazioni, la differenza tra gli importi destinati per il 2018 al ministero dell’Interno per l’accoglienza migranti e quelli rendicontati dall’Ocse. I numeri non sono direttamente confrontabili, ma la sostanza non cambia.

E’ la prima volta che accade dal 2012, quando ormai lo stanziamento per l’aiuto ai Paesi poveri aveva raggiunto lo 0,3% del reddito nazionale lordo. Una percentuale rimasta costante negli anni, fino al 2018 quando c’è stato il taglio. Il governo Gentiloni nell’ultima legge di bilancio aveva previsto uno stanziamento pari a 5,02 miliardi di euro (0,28% del reddito nazionale lordo). “Ma i dati dell’Ocse ci raccontano una storia diversa – denuncia Francesco Petrelli, senior policy officer di Oxfam Italia per la cooperazione e lo sviluppo – perché lo stanziamento italiano in aiuto pubblico l’anno scorso s’è fermato a 4,2 miliardi”. Certo gli sbarchi sono calati, ragionano a Oxfam, ma quel miliardo poteva essere destinato ad altro, anche solo alle politiche di cooperazione allo sviluppo. O, perché no a un miglioramento delle politiche di accoglienza. E invece è calata la scure.

E’ se è pur vero che un calo era nell’aria, è l’entità del taglio a preoccupare. Ed è difficile, questo è il ragionamento alla base della denuncia, che le promesse fatte a metà maggio dal vice-premier Luigi di Maio si avverino. Di Maio aveva infatti promesso che l’Italia sarebbe tornata nel 2020 ai numeri ormai consueti. E cioé uno stanziamento dello 0,30% in rapporto al reddito nazionale lordo. Ma il 2020 è ormai dietro l’angolo. Una promessa quella del vice-premier, che secondo Oxfam sembra assai difficile, se non impossibile, mantenere.

“Di fronte a questi numeri, sono almeno due le domande che è doveroso porre all’attuale governo e sul quale i cittadini dovrebbero essere informati, trattandosi di fondi pubblici –  continua Petrelli – . La prima:  dove sono stati allocati i fondi destinati al ministero dell’Interno per l’accoglienza dei migranti nel 2018 e perché non sono stati usati per altri settori della cooperazione, ossia per lo scopo per il quale erano stati stanziati? E ancora: perché nella legge di bilancio 2019, alla luce della drastica riduzione del numero di migranti e richiedenti asilo che approdano nel nostro Paese, si è comunque deciso di destinare al ministero dell’Interno, in ambito di cooperazione, quasi 1,7 miliardi di euro per l’accoglienza dei migranti? Ovvero – ribadisce Petrelli – un ammontare poco inferiore a quanto destinato dalla legge di bilancio 2017, quando il fenomeno era di ben altra entità?”. Come dire, quell'”aiutiamoli a casa loro” è solo una bandiera. Nel 2018 l’Italia ha ridotto del 22% i fondi destinati ai Paesi in via di sviluppo e del 35,5% quelli destinati ai Paesi dell’Africa subsahariana, punto di partenza di molti migranti.

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