Risposte secche e dirette, senz’altro poco ‘istituzionali’. Come quando invita un utente a rivolgersi ai “rappresentanti politici” per le sue considerazioni di rabbia (“E’ uno schifooo”, aveva postato il cittadino) visto che l’Inps applica solo le leggi e non ha potere discrezionale. Il profilo Facebook “Inps per la famiglia”, che l’Istituto per la previdenza conferma essere uno dei suoi canali di dialogo con il pubblico, sta facendo il boom di contatti. Non solo perché si trova a gestire migliaia di commenti di utenti interessati al reddito di cittadinanza. Ma soprattutto perché le risposte che si trovano sono del tutto fuori dai canoni del dialogo con la Pubblica amministrazione. Tanto da guadagnare “like” come se piovesse.

Il web se n’è accorto in fretta e nel giro di poco tempo è anche nata una pagina che definisce il social media manager dell’Inps un “Eroe nazionale” e riporta una serie di screenshot delle migliori risposte.

D’altra parte, non manca chi nota l’altro aspetto della questione: le domande degli utenti, che in molti casi denotano un alto bisogno di assistenza per accedere al beneficio e una scarsa conoscenza dei suoi meccanismi. Ma anche le molte lamentele circa le cifre messe sul piatto in alcuni casi discrepanti rispetto a quel che era stato prospettato ai Caf.
 

Giovedì mattina è la stessa pagina Inps a prender posizione, visto il caso montato. In un posto dell’Inps si legge: “In linea con quanto previsto dalla netiquette e dalla social media policy della pagina e in considerazione del grande interesse e impatto del #redditodicittadinanza e di altre misure a favore della famiglia, risponderemo solo a commenti inerenti agli aspetti tecnici delle prestazioni erogate da Inps. Cogliamo l’occasione per scusarci con quanti possano essersi sentiti toccati od offesi da cune nostre risposte”.



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