DUE italiani fra i grandi dell’Intelligenza artificiale (Ai) europea. Lo European Research Council (Erc) ha premiato Fosca Giannotti dell’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione del Cnr e Giuseppe de Giacomo del Dipartimento di Ingegneria Informatica e Automatica e Gestionale dell’Università La Sapienza a Roma. Riceveranno 2,5 milioni di euro a testa e mezzo per continuare le loro ricerche nei prossimi cinque anni. Due scienziati italiani quindi che, per una volta, lavorano ancora nel nostro Paese. Entrambi fanno parte del Laboratorio Nazionale di Artificial Intelligence and Intelligent System (Cini Aiis), coordinamento nato spontaneamente all’interno del mondo accademico che sta unendo gli sforzi di 40 atenei pubblici e istituti di ricerca come l’Iit e il Cnr in fatto di intelligenza artificiale.

“Felicissimo di aver ricevuto questo riconoscimento”, commenta Giuseppe de Giacomo che lavora da tempo su sistemi in grado di auto programmarsi per reagire a cambiamenti improvvisi o risolvere problemi inattesi. “Dare tutto questo potere all’intelligenza artificiale, rende necessaria la trasparenza degli algoritmi sulle decisioni che prendono”, commenta il professore.

Per dare un’idea di cosa significa, facciamo un esempio pratico: una fabbrica viene gestita autonomamente da una Ai. Dopo un weekend, il supervisore umano trova la produzione rallenta. Il sistema spiega allora che ha ridotto la produzione per isolare una macchina difettosa sostituendola in corsa con un altro robot che faceva altro adattandolo alla funzione richiesta. “Il piano B è stato messo a punto dall’intelligenza artificiale sul momento senza fermare la produzione”, continua de Giacomo. Ovviamente è una tecnologia applicabile all’esplorazione spaziale o in tutti quei campi dove le macchine devono poter agire in autonomia.   

La ricerca della Giannotti, Explainable AI, riguarda invece i dati ma anche qui al centro c’è la trasparenza. L’Europa da questo punto di vista si sta muovendo bene puntando su Ai che siano controllabili e intellegibili nel loro agire considerando il loro potenziale.

Salgono così a sette i riconoscimenti dallo European Research Council ricevuti dai membri del Cini Aiis. Due a Roberto Navigli, uno a Barbara Caputo e due a Bruno Siciliano. E ora De Giacomo e Giannotti.

Scientificamente nel campo dell’intelligenza artificiale siamo quindi ad ottimi livelli. Molto meno a livello industriale: da noi, salvo eccezioni, i dottorandi non vengono assunti, non sono visti come un vantaggio competitivo come invece capita altrove. Google se li sta accaparrando in massa tanto per fare un esempio. Per questo la Commissione Europea sta stimolando e mettendo in campo finanziamenti miliardari. Per competere in questo settore fondamentale con realtà come Cina e Stati Uniti, l’unica è agire a livello europeo coordinandosi con gli altri Paesi membri e concentrando gli sforzi.

L’Italia è sesta con 14 progetti nella classifica dei finanziamenti concessi dalla Ue agli Stati membri e quarta per il numero di ricercatori premiati, compresi i 23 che lavorano all’estero. Dalle energie rinnovabili a come proteggere l’orologio biologico: sono 222 i progetti di ricerca che si sono aggiudicati i 540 milioni di euro stanziati dal Consiglio Europeo per la ricerca (Erc). Sul podio Regno Unito, Germania e Francia.


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