MILANO – La disoccupazione a giugno segna la quarta flessione consecutiva, scendendo al 9,7%, in calo di 0,1 punti percentuali su maggio. Lo rileva l’Istat, spiegando che si tratta del tasso più basso da gennaio del 2012, ovvero da sette anni e mezzo. I disoccupati sono scesi di 29 mila nel corso dell’ultimo mese, con un calo che ha riguardato gli uomini come le donne e tutte le fasce d’età, ad eccezione dei giovani tra 25 e 34 anni.

In calo, questa volta ai minimi dall’aprile del 2011, anche il tasso di senza lavoro tra i più giovani: nella fascia 15-24 anni, la disoccupazione scende di 1,5 punti percentuali e si porta infatti al 28,1%. In questo spaccato, però, bisogna rilevare che il numero di occupati è in crescita di 10 mila persone, quello dei disoccupati in calo di 28 mila. Ma il numero degli inattivi è in forte crescita, proprio di 28 mila ragazzi. Infatti al calo della disoccupazione corrisponde una risalita del tasso di inattività al 74,2%.

Se si guarda invece al dato sugli occupati, l’Istat parla di una sostanziale stabilità. In realtà gli occupati sono scesi di 6 mila unità, dati da una parte dalla crescita tra le donne (+15 mila) e dall’altra parte da una diminuzione tra gli uomini (-21 mila). Se si guarda all’andamento per età, sono in aumento gli occupati 15-24enni (+10 mila) e i 35-49enni (+5 mila), in calo i 25-34enni (-4 mila) e gli ultracinquantenni (-18 mila). Su una forza lavoro leggemente più sottile, il tasso di occupazione sale comunque al 59,2% (+0,1 punti percentuali) segnando così un nuovo massimo storico: il livello più alto da quando sono iniziate le serie statistiche, ovvero dal 1977.

Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni, ovvero quelli che non lavorano e non cercano, sono lievemente calati a giugno (-0,1%, pari a -14 mila unità). Andamento diverso per genere: aumentano tra gli uomini (+18 mila) e calano tra le donne (-33 mila). Il tasso di inattività è invariato al 34,3% per il quinto mese consecutivo.

“A giugno l’occupazione è sostanzialmente stabile dopo la crescita registrata nei primi mesi dell’anno. L’andamento occupazionale è sintesi di un aumento tra le donne e una diminuzione tra gli uomini. Si conferma per il quarto mese consecutivo la crescita dei dipendenti sia permanenti sia a termine, mentre tornano a calare gli indipendenti”, commenta l’Istat nella sua pubblicazione. “Nell’ultimo mese si registra un calo dei disoccupati e una flessione più lieve degli inattivi – aggiunge l’Istituto – Nel confronto trimestrale e tendenziale sono confermati la crescita dell’occupazione e il calo della disoccupazione già osservati nei mesi precedenti”.

I numeri visti fin qui erano infatti su base mensile. Anche su base annua, l’occupazione risulta in crescita (+0,5%, pari a +115 mila unità). L’espansione riguarda entrambe le componenti di genere, i 15-24enni (+46 mila) e soprattutto gli ultracinquantenni (+292 mila) mentre risultano in calo le fasce di età centrali. Al netto della componente demografica la variazione è positiva per tutte le classi di età. La crescita nell’anno si distribuisce tra dipendenti permanenti (+177 mila) e a termine (+14 mila) mentre sono in calo gli indipendenti (-76 mila). Nei dodici mesi, la crescita degli occupati si accompagna a un forte calo dei disoccupati (-10,2%, pari a -288 mila unità) e a un aumento degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,2%, pari a 23 mila).

Il dato italiano si confronta con un tasso di disoccupazione che nell’Eurozona si riduce al 7,5% a giugno rispetto al 7,6% di maggio e all’8,2% di giugno 2018. Per Eurostat si tratta del livello più basso registrato da luglio 2008. Il tasso di disoccupazione dell’Ue a 28 a luglio è al 6,3%, stabile rispetto a maggio e in calo rispetto al 6,8% di giugno 2018: resta il tasso più basso dall’inizio delle serie storiche europee, ovvero dal gennaio del 2000.



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