Un po’ per risparmiare, un po’ per dare una mano all’ambiente alimentando l’economia circolare. Di fatto l’Italia è uno dei Paesi al mondo in cui l’economia dell’usato ha maggior successo: siamo sesti al mondo per ricerche online legate allo shopping di seconda mano. I dati sono stati elaborati dal negozio virtuale OnBuy.com sui dati forniti da Ahref.

Secondo l’indagine nel corso di un mese gli italiani cercano oltre 34.000 volte le parole “second hand”, “mercatino delle pulci” o “negozio dell’usato”. In cima alla classifica ci sono gli Stati Uniti con quasi un milione di ricerche al mese, seguiti a grande distanza da Germania (338.000) Regno Unito (103.000), Canada (70.000) e Francia (42.000).

Subito dopo c’è l’Italia che precede India (23.000), Svezia (21.000) e Australia (20.000). La ricerca conferma quindi l’alto interesse per il mercato dell’usato in Italia, in un contesto che però è parecchio rispetto a quello del mondo anglosassone, dove i “charity shops” sono una realtà capillare e consolidata: si tratta di negozi gestiti da associazioni no profit che vendono l’usato per sovvenzionare le proprie attività. In Italia, invece, seppure esistano realtà imprenditoriali in questo settore di mercato, gli oggetti di seconda mano si cercano soprattutto online tramite social network o apposite piattaforme.

OnBuy ha infatti concentrato l’indagine anche sulle parole chiave “near to”, “vicino a casa mia”. Ne emerge un quadro molto chiaro: nel Regno Unito il 35% di chi cerca l’usato online, lo fa per trovare un negozio nei pressi di casa. A poca distanza seguono Usa (32,4%), Australia e Nuova Zelanda con il 28%. L’Italia è in fondo a questa classifica con lo 0,8%.

Secondo una ricerca di Doxa commissionata da Subito.it nel 2018, l’economia del “second hand” in Italia ammonta a 21 miliardi di euro l’anno. Di questi, 9,3 vengono generati online, con un ritmo di vendita elevato: un divano ogni 40 secondi e uno smartphone e una bicicletta al minuto.

“La Repubblica si batterà sempre in difesa della libertà di informazione, per i suoi lettori e per tutti coloro che hanno a cuore i principi della democrazia e della convivenza civile”

Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml