MILANO – La prima transazione commerciale in Italia sfruttando la tecnologia blockchain l’ha realizzata un produttore di imballaggi metallici di San Marino fondato nel 1961. Che attraverso il registro digitale sui cui si basano anche le criptovalute, condiviso in “pagine” concatenate in ordine cronologico e garantite dalla crittografia, ha venduto una partita di banda stagnata a un suo fornitore belga, il grossista Steelforce che ha attività in 100 paesi. La transazione, avvenuta tramite la piattaforma we.trade, avrebbe “reso la transazione considerevolmente più veloce e trasparente in pochissimi giorni”, si legge in una nota. “Grazie alla creazione di uno smart contract il pagamento avverrà automaticamente, secondo le tempistiche concordate direttamente dalle controparti una volta che il compratore avrà confermato la ricezione della merce”, aggiunge la nota. L’azienda venditrice si è appoggiata alla banca italiana Unicredit, gli acquirenti all’istituto belga Kbc. Non sempre, dunque, dietro gli ultimi ritrovati tecnologici si nasconde la truffa (uno studio di gennaio dell’Esma, che raggruppa le authority dei mercati europee, ha mostrato come due terzi delle transazioni in criptoattività sul web sia truffaldina, e anche per questo la Consob ha aperto una discussione con gli attori del mercato per giungere a una legge in materia).

La piattaforma nata dal 2017 tra sei banche europee

we.trade è una rete nata nel 2017 dalla collaborazione tra Unicredit e sei primarie banche europee: Deutsche Bank, Hsbc, Kbc, Natixis, Rabobank, Société Générale. Il consorzio, cui si sono aggiunte Nordea e Santander, CaixaBank, Erste Group, Eurobank e Ubs, è nato per semplificare i processi finanziari legati al commercio internazionale, specie per le Pmi. Oggi la piattaforma copre 14 dei principali paesi europei, e serve a istituti e imprese per gestire in modo più efficiente e meno costoso le transazioni commerciali. La piattaforma offre anche il servizio “Bpu” in cui la banca del compratore fornisce al venditore un impegno irrevocabile di pagamento della fattura alla scadenza, e la banca del venditore lo finanzia scontando il titolo di cui è beneficiaria.

“Rimuovere ostacoli e costi commerciali ottenendo controlli più facili”

“we.trade è una storia di successo e siamo lieti di annunciare la nostra prima transazione sul mercato italiano – dice Luca Corsini, capo delle transazioni globali di Unicredit – Nel tempo la piattaforma può ridefinire le relazioni commerciali tra le Pmi, rimuovendo gli ostacoli che rendono difficili e costose le transazioni internazionali, con benefici concreti per i clienti”. Guido Cicognani, direttore finanziario di Asa, ha detto: “Abbiamo esteso la nostra propensione all’innovazione all’ambito finanziario. Siamo la prima azienda in Italia a ottenere una gestione degli ordini completamente digitale e quindi più lineare, trasparente e monitorabile. Iniziamo con Steelforce, con l’intenzione di estendere l’utilizzo della piattaforma agli altri nostri fornitori e clienti in Europa”.

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