MILANO – Gli investitori restano appesi all’esito del negoziato commerciale tra Stati Uniti e Cina, la cui vigilia è stata ancora una volta riscaldata dalle parole di Donald Trump, secondo il quale Pechino “ha rotto il patto” durante le trattative sui dazi e per questa ragione “non faremo alcun passo indietro”. Dalla Florida, dove si trovava per un comizio, ieri il tycoon ha attaccato il vice premier cinese che “sta volando qui” per i colloqui, “ma hanno rotto il patto”. Dal canto suo Pechino ha già annunciato contromisure, qualora nella giornata di venerdì scattassero effettivamente i dazi minacciati da Washington su 200 miliardi di import.

Una tensione continua che ha fatto scappare gli investitori esteri dalla Cina e dalle Borse asiatiche in particolare, che hanno chiuso un’ennesima seduta, la quarta consecutiva, in calo. Tokyo ha perso lo 0,93%, con le case automobilistiche come Toyota e Honda in difficoltà. Hong Kong è scesa dell’1,8%, Shanghai dello 0,9%, Taiwan ha perso l’1,74 per cento. Sul listino giapponese la discesa è guidata da Toyota e Honda. In Cina gli ordini in vendita più consistenti sono arrivati su Kweichow Moutai, la società statale che produce grappa e sul colosso Ping An Insurance. Le dure parole di Trump hanno fatto scivolare lo yuan al suo punto più basso da gennaio, in generale le divise emergenti hanno sofferto pesanti cali. Wall Street ieri sera ha chiuso in linea di galleggiamento con il Dow a +0,01% e lo S&P500 in calo dello 0,16%.

I listini in Europa si muovono altrettanto in ribasso, così come sono al ribasso i future su Wall Street. Milano cede lo 0,7% nelle prime battute. In un’altra giornata ricca di trimestrali, spiccano i conti di Unicredit che ha battuto le attese di utile con 1,4 miliardi nel trimestre. Dopo i risultati diffusi ieri a mercati chiusi, invece, soffre Banco Bpm mentre scatta Leonardo. In linea le altre Piazze europee: Londra cede lo 0,7% come Francoforte, Parigi arretra dell’1,2%.

Apertura in rialzo per lo spread tra Btp e Bund a 267 punti base contro i 265 della chiusura di ieri. Il rendimento del titolo decennale italiano è al 2,62%. L’euro è poco mosso sul dollaro in avvio di giornata a 1,1197 dollari contro il valore di 1,1194 di ieri sera a New York. Contro lo yen la moneta unica passa di mano a 123,02.

Venendo ai dati macroeconomici, tocca i massimi degli ultimi sei mesi l’inflazione in Cina ad aprile, trainata soprattutto dal rincaro dei prezzi dei generi alimentari, al 2,5% su base annua. Tra i fattori in agenda, pesa il caro-maiale, a causa dell’epidemia di peste suina africana, che da mesi colpisce gli allevamenti in tutto il Paese. Nel pomeriggio in uscita dagli Stati Uniti la bilancia commerciale e i prezzi alla produzione.

Le quotazioni del petrolio risentono delle tensioni commerciali e scendono: i contratti sul greggio Wti con scadenza a giugno passano di mano a 61,60 dollari al barile contro il il livello di 62,60 di ieri sera a New York. Il Brent scende sotto i 70 dollari a 69,79 dollari al barile.



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