Allarme rientrato per FlyBe. La compagnia aerea britannica, che trasporta circa la metà dei passeggeri annui nell’isola (Londra esclusa), ha ricevuto un aiuto dal governo guidato da Boris Johnson. L’annuncio del 14 gennaio ha rassicurato i tanti passeggeri britannici ma anche diversi italiani, visto che la compagnia collega Milano Malpensa con le città inglesi di Birmigham e Manchester.
 
Nello scorso fine settimana le voci si erano fatte insistenti: zavorrata dalle perdite, Flybe rischiava di andare in bancarotta e di lasciare a spasso 2000 dipendenti e migliaia di viaggiatori con un biglietto già prenotato. Per il Regno Unito sarebbe stato un colpo molto duro: Flybe infatti collega molti aeroporti periferici della Gran Bretagna ed è considerata strategica per il Paese. Sulla sua pagina Facebook la stessa compagnia, lunedì mattina, aveva provato a tranquillizzare tutti: “Non commentiamo voci né speculazioni”, aveva scritto Flybe, garantendo che i passeggeri avrebbero continuato a “viaggiare come pianificato”. Ma i commenti sotto al post dicevano molto sullo stato di incertezza dei clienti: in molti infatti chiedevano se avrebbero dovuto presentarsi in aeroporto.
 

 
Ma il governo Johnson, memore del gigantesco crac della multinazionale dei viaggi Thomas Cook  e, due anni prima, del botto di Monarch Airlines, ha scelto di mettersi al sicuro e di aprire il portafoglio, per evitare guai peggiori. Il ministro dei Trasporti Grant Shapps ha infatti confermato: “Siamo riusciti a far sì che Flybe, la più grande compagnia aerea regionale d’Europa, possa continuare a fornire i suoi servizi e a collegare le diverse comunità che si trovano nel Regno Unito”.
 
I passeggeri italiani in partenza da Milano per il Regno Unito, quindi, non dovrebbero avere alcun problema: la compagnia ha confermato la piena operatività. Resta da capire quale sia il futuro a medio-lungo termine di Flybe. L’andamento del mercato britannico lascia ben sperare: dal 2013 a oggi il numero dei passeggeri in transito negli aeroporti del Paese è cresciuto del 28%. Nel 2018 gli aeroporti regionali – quelli dove Flybe è più forte – hanno assorbito il 39% dei passeggeri britannici.
 
 
 

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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