MILANO – Ore 9:30. Le Borse europee partono col freno tirato, dopo una mattina incerta in Asia a valle della decisione della Fed che ha lasciato i tassi invariati tra il 2,25 e il 2,50%, con il presidente Jerome Powell che ha risposto alle pressioni di Trump dicendo che non ci sono motivazioni per rivedere l’attuale livello del costo del denaro, in una direzione o nell’altra. Da tempo, il presidente attacca la Fed perché torni a tagliare i tassi per sostenere l’economia.

Milano segna un calo dello 0,2% in avvio. Soffre Fca, in attesa dei dati sulle immatricolazioni e con Volkswagen positiva dopo i conti, mentre Tenaris paga caro il caos venezuelano. Londra cede lo 0,5%, Parigi lo 0,3% e Francoforte è invariata.

Nell’ennesima sessione in cui la Borsa di Tokyo è rimasta chiusa per la festività del Golden Week, l’azionario asiatico si è mosso in maniera contrastata: anche Shanghai è rimasta chiusa, Hong Kong fa +0,61%, Sidney -0,78%, Seoul +0,41%, in attesa dell’annunciato accordo sui dazi tra Usa e Cina. Wall Street aveva lasciato una eredità pesante, con il Dow Jones in calo dello 0,61%, lo S&P500 dello 0,75% e il Nasdaq dello 0,57%. E’ stata la seduta peggiore dallo scorso 22 marzo: evidentemente gli investitori si aspettavano almeno un’apertura alla possibilità di ritoccare i tassi Fed.

Importante, sul fronte macroeconomico, la lettura del Pmi manifatturiero in Italia e nel resto dell’Eurozona in arrivo oggi: dopo i segnali di uscita dalla recessione arrivati dall’Istat, l’indicatore costruito intervistando i direttori agli acquisti delle aziende è un termometro di come potrà andare l’industria nei prossimi mesi. Deludente per il momento l’andamento del commercio tedesco: le vendite al dettaglio in Germania sono scese più del previsto, con una flessione del 2,1% su base annua a marzo dal precedente +4,4% (dato rivisto da +4,7%), mentre il ribasso mensile è stato dello 0,2% dal +0,5% della precedente lettura (dato rivisto da +0,9%). Il mercato si attendeva una crescita annua del 2,9% e una contrazione mensile dello 0,5 per cento.

In attesa che la Banca d’Inghilterra si pronunci sulla sua politica monetaria, le quotazioni dell’euro sono in lieve rialzo questa mattina: la moneta unica europea passa di mano a 1,12 dollari. L’euro è valutato 125 yen. Stabile lo spread tra Btp e Bund tedeschi, che oscilla intorno a 255 punti base con un rendimento del titolo italiano intorno al 2,6%.

Prezzo del petrolio in lieve calo: il Wti si acquista a 63,33 dollari al barile con un calo dello 0,42% mentre il Brent passa di mano a 71,87 dollari con una riduzione dello 0,43%.



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