BERLINO – E’ Davide che batte Golia, è l’incredibile vittoria di una piccola azienda tedesca contro un gigante del web. Da quasi quarant’anni Hartmut Ortlieb vende coloratissime borse per le biciclette: ora ha fatto causa contro Amazon e ha vinto. E la sentenza della Cassazione tedesca potrebbe fare scuola.  
 
L’imprenditore ha trascinato Amazon in tribunale perché se qualcuno cerca le sue borse su Google, ad esempio immettendo nel motore di ricerca “borsa per la bici Ortlieb” o “Ortlieb outlet”, accanto ai fornitori e i negozi che le vendono, appare tra gli altri il sito di Amazon, che commercializza anche prodotti delle aziende concorrenti. 
 
Per Hartmut Ortlieb è inaccettabile. E i giudici dell’Alta corte gli hanno dato ragione. Secondo l’avvocato Florian Fuchs, interpellato dall’Handelsblatt, qualunque negozio online che venda più di una marca dovrà tenere conto di questo verdetto: “Se pubblicizzano i loro prodotti utilizzando Google dovranno fare in modo che alla ricerca specifica corrisponda un’offerta specifica”, che escluda i concorrenti.
 
Hartmut Ortlieb fondò la sua azienda nel 1981, dopo un piovosissimo viaggio in bici in Inghilterra che lo ispirò a usare i robusti teli dei camion per produrre le sue borse. L’anno scorso ha perso una causa, sempre contro Amazon, perché aveva chiesto persino di escludere la concorrenza dalle ricerche fatte direttamente sul sito del colosso dello shopping online. 
 
D’ora in poi, dopo la sentenza della Cassazione, chi passa invece attraverso Google, saprà che se chiede Ortlieb, ottiene Ortlieb, e solo Ortlieb. 

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