MILANO – La lunga attesa per il boom definitivo del mercato elettrico delle automobili sta logorando chi ha scommesso – sia finanziariamente che industrialmente – sull’affermazione definitiva del Litio come principe delle materie prime.

A lungo, ormai da qualche anno, il componente fondamentale delle batterie è sulla bocca di tutti. Una ricognizione di Bloomberg ricorda come tra la metà del 2015 e quella dell’anno scorso, i prezzi della materia prima siano triplicati mentre la flotta mondiale di auto elettriche tagliava il traguardo-simbolo dei 5 milioni di unità.

Da lì in avanti, gli annunci non sono cambiati di molto. Sempre più case automobilistiche hanno professato la loro fede in un futuro alimentato a corrente, ma intanto – complici le incertezze globali e i rallentamenti economici – la sostituzione del parco ha rallentato e anche nei Paesi emergenti i tassi di crescita hanno frenato. Caso lampante è quello della Cina, che per ovvie ragioni è l’ago della bilancia del futuro: nel primo trimestre del 2019 il mercato elettrico cinese è cresciuto del 90%. Sembra una cifra enorme, ma è la metà del ritmo che teneva nei due anni precedenti.

Il declino dei prezzi del Litio dopo i picchi di metà 2018

Il declino dei prezzi del Litio dopo i picchi di metà 2018

Intanto, dall’Australia al Cile, la capacità produttiva è stata spinta ovunque. Il leader mondiale della produzione è proprio l’Australia che ha stimato nel giro di anni di far salire del 23% l’immissione di materiale sul mercato. Soltanto dal 2017 in avanti, il Paese oceanico ha inaugurato sei nuove miniere. E intanto il prezzo della materia prima è sceso del 30%, dalla metà dell’anno scorso in avanti.

Un secondo problema, oltre al rallentamento del mercato di riferimento, per chi estrae i minerali litio è dato dalla capacità di assorbimento dell’industria trasformatrice. Un passaggio intermedio nel quale erano stati annunciati molti investimenti, che però si stanno rilevando più lenti del previsto.

Sia chiaro, dice l’agenzia finanziaria, il futuro a lungo termine non è in discussione e il trend di crescita di importanza (e prezzo) del Litio pare assicurato. Ma almeno nel breve periodo qualche rinculo si può profilare. In ogni caso, per i produttori questo è il momento in cui gettare le base per il dominio del mercato nel futuro: attrezzarsi ora, dal punto di vista della capacità produttiva, per esser pronti a rispondere alla domanda nei prossimi quinquenni. Anche perché la prossima sfida sarà tenere il passo dei cambiamenti tecnologici: l’aggiornamento della strumentazione, dalle batterie ai pannelli solari, richiederà adeguamenti anche della materia prima che ne è alla base.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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