MILANO – La gattina Hello Kitty finisce dietro la lavagna della Commissione europea, che ha inflitto al gruppo giapponese Sanrio un’ammenda di 6,2 milioni di euro per avere introdotto “restrizioni alle vendite transfrontaliere di prodotti di merchandising raffiguranti i personaggi” che spopolano tra le giovani.

L’Antitrust europeo aveva avviato nel giugno 2017 un’indagine in merito a determinate pratiche di concessione di licenze e di distribuzione adottate da Sanrio, per verificare se l’impresa non avesse imposto agli operatori commerciali restrizioni illegali volte a limitare le possibilità di vendite transfrontaliera e online di prodotti soggetti a licenza all’interno del mercato unico della Ue. “I consumatori, sia che comprino una tazza Hello Kitty che un giocattolo Chococat, possono ora godere di uno dei principali vantaggi del mercato unico, vale a dire la possibilità di acquistare i prodotti ovunque in Europa per avere accesso alle offerte più vantaggiose”, ha affermato la commissaria Margrethe Vestager, per cui “la decisione odierna conferma che non si può impedire agli operatori commerciali che vendono prodotti soggetti a licenza di vendere tali prodotti in altri paesi”.

Sanrio company, alla quale fanno capo altri personaggi popolari quali My Melody, Little Twin Stars, Keroppi e Chococat, attraverso la controllata Mister Men detiene i diritti di proprietà intellettuale delle serie di personaggi animati negli “mr. Men” e “little miss”. Dall’indagine della commissione è emerso che gli accordi di licenza non esclusivi di Sanrio violavano le norme Ue in materia di concorrenza. Erano state introdotte misure per limitare le vendite al di fuori del territorio di competenza da parte dei licenziatari, come clausole che vietano esplicitamente tali vendite; l’obbligo di reindirizzare a Sanrio gli ordini di vendita non provenienti dal territorio di competenza e limitazioni relative alle lingue utilizzate sui prodotti di merchandising.

Inoltre, secondo l’Autorità europea Sanrio ha incoraggiato in modo indiretto il rispetto delle restrizioni relative ai territori di competenza. Tra tali misure rientravano lo svolgimento di revisioni contabili e il mancato rinnovo dei contratti qualora i licenziatari non avessero rispettato le restrizioni relative ai territori di competenza. La Commissione ha concluso che ‘le pratiche illegali svolte da Sanro per circa 11 anni (dal 1 gennaio 2008 al 21 dicembre 2018) hanno creato barriere all’interno del mercato unico e precluso ai licenziatari le vendite transfrontaliere in Europa, a scapito dei consumatori finali europei”.

La società ha cooperato con la commissione al di là dei propri obblighi giuridici, in particolare fornendo informazioni che le hanno consentito di stabilire la durata prolungata dell’infrazione. La società ha inoltre fornito elementi di prova dotati di un notevole valore aggiunto e ha espressamente riconosciuto i fatti e le violazioni delle norme Ue in materia di concorrenza. Di qui la concessione di uno sconto del 40% nell’ammenda.

L’approfondimento quotidiano lo trovi su Rep: editoriali, analisi, interviste e reportage.
La selezione dei migliori articoli di Repubblica da leggere e ascoltare.

Rep Saperne di più è una tua scelta

Sostieni il giornalismo!
Abbonati a Repubblica



http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml