SE hai la stoffa giusta, puoi anche diventare un hacker. Basta infilarsi un vestito, ad esempio, per riuscire a ingannare un sistema di sicurezza. Lo ha scoperto Kate Rose, cyberesperta nonché designer che si è inventata la linea di abbigliamento Advertarial Fashion. In realtà non si tratta di un vero progetto imprenditoriale, quanto di un atto dimostrativo presentato al DefCon, il meeting sulla sicurezza informatica che si è appena tenuto a Las Vegas.

Immaginate di indossare un abito o una maglietta piena di targhe automobilistiche. E’ proprio questa fantasia del tessuto a mandare in tilt le telecamere di sorveglianza disseminate un po’ ovunque e collegate all’ALPR, il sistema di controllo delle targhe americano.

“Il sistema di sorveglianza di massa invade ogni parte della nostra vita. Ma se può essere ingannato da un tessuto, forse non dovremmo farci così tanto affidamento”, ha detto Rose al Guardian raccontando di aver avuto l’ispirazione confrontandosi con Dave Maas dell’Eff (Electronic Frontier Foundation). E’ stato lui a spiegarle il bug che le ha fatto venire in mente come ingannare il Grande Fratello. Una volta indossata la collezione di targhe viene elaborata dal sistema che tenterà di aggiungerle e confrontarle con le altre esistenti nel database andando in confusione.

La provocazione di Rose mira a far riflettere sui sistemi di sorveglianza di massa e sulle loro debolezze. Riuscire ad aggirarli, fa intendere Rose, può aiutare a far comprendere i rischi reali legati alla raccolta di dati personali.

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Carlo Verdelli
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