L’alternativa italiana a Uber continua a crescere. Wetaxi, un servizio nato come spinoff del Politecnico di Torino, consente di prenotare un taxi ufficiale da smartphone e di conoscere fin da subito il massimo che si potrà spendere. E se il tassametro dovesse indicare una cifra inferiore, il cliente pagherà quella. La grande differenza rispetto a Uber è che WeTaxi si basa sulla collaborazione con le principali cooperative di tassisti che, volendo, possono continuare a lavorare con i propri dispositivi senza necessariamente installare l’app WeTaxi driver. Un altro servizio offerto dalla start up torinese è il taxi condiviso: la possibilità di “intercettare” un’auto bianca che sta facendo il percorso che dovremmo fare a piedi e salire, condividendo la spesa insieme al cliente che troviamo a bordo.

La società ha appena ricevuto un aumento di capitale da 1,3 milioni di euro: 700.000 euro provengono da business angels e gli altri 600.000 da Mediocredito Italiano, una società del gruppo Intesa Sanpaolo. A guidare gli investitori della tranche più sostanziosa è stata la società di private equity Maider srl, ma è diventato socio di Wetaxi anche Rpm Studio Palea di Torino, uno degli studi commercialistici più grandi del nord-ovest, attivo nel settore delle start up e del private equity.

Sono circa 30 gli investitori che hanno creduto all’impresa torinese. “La nostra bandiera è la trasparenza – spiega Massimiliano Curto, founder di WeTaxi – e il nostro algoritmo, che calcola la tariffa massima in base alle tariffe comunali e alle condizioni di traffico in tempo reale, è fondamentale in questo senso. A Torino l’errore medio è di 30 centesimi, a Napoli qualcosa in più ma lo scarto si sta riducendo sempre di più”.
Le nuove risorse raccolte serviranno per sbarcare in altre grandi città italiane: ad oggi WeTaxi è in 20 città, tra le quali Torino, dove tutto è iniziato nel 2017, Napoli e Modena. “Il grande obiettivo per il 2019 è arrivare a Roma e Milano” spiega Alessandro Curto, founder di WeTaxi.

WeTaxi è stato anche selezionato da Endeavor, l’organizzazione no profit che sostiene le imprese ad alto potenziale. L’anti Uber italiano accederà a un percorso di sei mesi fatto di mentorship personalizzate, eventi, workshop e avrà la possibilità di attrarre nuovi fondi nel corso dell’”Investor Day”, durante il quale diversi investitori internazionali della rete di Endeavor forniranno consigli su come raccogliere liquidità.

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