ROMA – Le fake news – ha ragione la rivista statunitense The Atlantic – hanno raggiunto una forza distruttiva inimmaginabile. Addirittura “apocalittica”, ora che software (quasi) di uso comune mettono in bocca al presidente degli Stati Uniti, con voce contraffatta ad arte, cose che lui non ha mai detto. Questi video sono dei falsi d’autore che è facilissimo prendere per veri.

L’emergenza si aggrava, dunque, ma lamentarsi non basta più. L’università Luiss di Roma punta a costruire un argine solido al ciclone fake news e per questo lancia “Aletheia”, laboratorio di ricerca del Luiss Data Lab (diretto da Gianni Riotta). Un laboratorio d’eccellenza.

“Aletheia” vuole aiutare, intanto, i destinatari delle notizie: i giovani, i giovanissimi, gli anziani. Queste persone devono essere in grado di distinguere le testate di storica affidabilità e le loro notizie verificate dai depistaggi di fonti malevole o improvvisate.

Queste stesse persone vanno messe in guardia da un uso spericolato dei social network. Roberto Viola – funzionario di punta della Commissione europea, direttore generale ai network della comunicazione – si chiede come mai Internet abbia prodotto tanti “dottor Jekyll e mister Hyde”. Professionisti che nella vita di tutti i giorni si comportano in modo normale, poi sui social network si scatenano. Paladini, anche loro, delle fake news.

Gli stessi giornalisti hanno bisogno di aggiornarsi perché non siano più complici della disinformazione. D’altra parte, anche le redazioni accreditate sbagliano quando valorizzano alcune notizie ed altre, meritevoli, per niente. Succede, ad esempio, che l’uccisione del capo ultrà della Lazio – Fabrizio Piscitelli, “Diabolik” – trovi spazi enormi sui media mentre pochi hanno scritto di un grande fisico e studioso italiano – Sergio Ferrara – vincitore del prestigioso Premio Breakthrough (questo agosto).

Giovanni Lo Storto e Gianni Riotta

Giovanni Lo Storto e Gianni Riotta

La missione di “Aletheia” – spiega allora Giovanni Lo Storto, direttore generale della Luiss – è trasferire “consapevolezza” a tutti gli attori in campo.

UN AUDIO FAKE COSTATO 243 MILA DOLLARI (Antenne)

Paola Severino, ex ministro della Giustizia e vice presidente della Luiss, sottolinea che le fake news sono una mina vagante per l’economia, per la vita civile (quando puntano a manipolare le convinzioni politiche dei cittadini), ma sono addirittura un peccato mortale se infestano campi come l’emergenza climatica o la sanità. Quante vite può costare, ad esempio, la disinformazione sulla inutilità dei vaccini? Dice al riguardo Walter Ricciardi, ex presidente dell’Istituto Superiore di Sanità: “Nel campo medico le fake news sono questione di vita o di morte”.

Giuseppe Governale, generale, capo della Direzione investigativa antimafia, una vita a contatto con i giornalisti, chiede di spezzare ogni complicità: “Agenzie di infomazione, che una volta si distinguevano per la loro autorevolezza, adesso raccontano cose in modo non preciso. Succede, credo, quando si mettono a inseguire i social”.

E a volte perfino le forze dell’ordine rincorrono la visibilità ad ogni costo. Ancora Governale: “Alcuni investigatori fanno riferimento a Matteo Messina Denaro anche quando le loro indagini non hanno riguardato direttamente il super latitante. Questo stratagemma procura loro una visibilità che altrimenti non avrebbero”.

Il convegno di presentazione di “Aletheia” – che Gianni Riotta organizza con i tempi di un talk-show televisivo – si chiude con l’esibizione del comico Saverio Raimondo. Perché anche un sorriso può frenare l’apocalisse delle false notizie.



http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml