MILANO – Nessuna procedura contro l’Italia ma un nuovo richiamo in materia di disciplina dei conti pubblici, fisco e pensioni. È il messaggio arrivato oggi dall’Ecofin che ha adottato le raccomandazioni espresse già a inizio giugno dalla Commissione. Tra queste l’invito nel 2020, quindi con la prossima legge di bilancio, a realizzare un’aggiustamento strutturale, cioè una riduzione del deficit calcolato secondo la metodologia Ue “depurato” della componente ciclica e degli una-tantum dello 0,6% del Pil, pari a quasi 11 miliardi. Il tutto allo scopo di accelerare il percorso di riduzione del debito. Scongiurata invece, come già ampiamente anticipato nei giorni scorsi, la possibilità di adozione di una procedura per disavanzi eccessivi per violazione della regola del debito.

Dal Consiglio è stata ribadita le necessità di spostare la pressione fiscale dal lavoro, in particolare riducendo le agevolazioni fiscali e riformando i valori catastali non aggiornati, attuare pienamente le passate riforme pensionistiche al fine di ridurre il peso delle pensioni nella spesa pubblica e creare margini per altra spesa sociale e spesa pubblica favorevole alla crescita

L’Ecofin ha discusso anche del nome del possibile profilo da indicare come successore di Christine Lagarde come direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, dopo che l’ex ministra francese è vicina a essere scelta come nuovo presidente della Bce. Il finlandese Mika Lintila, presidente di turno ha spiegato che nella decisione conterà certamente il criterio dell’età (il limite è di 65 anni secondo le regole del Fondo), che al momento chiuderebbe la strada all’ipotesi che la casella venga occupata da Mario Draghi. “Ci sono vari criteri e l’età è uno di questi, verrà preso in considerazione”, ha detto Lintila.

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