MILANO – Ore 10:15. Gli attesi dati economici dalla Cina vanno meglio del previsto e danno la spinta iniziale alle Borse europee. La seconda economia al mondo ha registrato nel primo trimestre del 2019 un rialzo del Pil pari al 6,4% annuo, meglio del 6,3% atteso dagli analisti e in linea col 6,4% del periodo ottobre-dicembre 2018: in base ai dati dell’Ufficio nazionale di statistica, il rialzo su base trimestrale è dell’1,4% (centrando le previsioni della vigilia) e in leggera flessione sull’1,5% segnato nei tre mesi precedenti. Gli statistici di Pechino hanno potuto registrare che le politiche di sostegno del governo “stanno cominciando a dare i loro effetti” controbilanciando il macigno della guerra commerciale con gli Usa, ancora irrisolta. Anche l’accelerazione della produzione industriale di marzo (+8,5% su anno, massimo da luglio 2014) e il +8,3% delle vendite al dettaglio segnalano che – nonostante i molti rischi – l’economia asiatica ha ampi margini di crescita.

I mercati europei aprono poco mossi: Milano sale dello 0,4%, Francoforte è piatta come Londra, mentre Parigi aggiunge lo 0,1%. Questa mattina, la Borsa di Tokyo ha terminato in positivo mentre vanno avanti a Washington i negoziati tra le delegazioni di Usa e Giappone per tentare di equilibrare il deficit commerciale degli Stati Uniti con Tokyo. Il Nikkei ha guadagnato lo 0,38%, a quota 22.277,97, aggiungendo 53 punti. Ieri sera, Wall Street ha chiuso in rialzo sfruttando la pace tra Qualcomm e Apple: il Dow ha guadagnato lo 0,26% e il Nasdaq lo 0,3%.

Occhi puntati sul comparto automobilistico, dopo che l’Acea ha segnalato un calo delle nuove vendite a marzo del 3,6%. Male Fca, che nello stesso periodo ha perso l’11,7%. Molti altri i dati di giornata, a cominciare dal Giappone dove la produzione industriale è salita dello 0,7% a febbraio ma sotto le attese. Seguono l’inflazione in Italia, confermata all’1% a marzo, Gran Bretagna ed Eurozona. In agenda anche i dati su commercio estero e produzione nelle costruzioni, mentre il ministro Tria viene ascoltato sul Def. Concludono gli Usa con la bilancia commerciale. Malissimo a Piazza Affari la Juventus, che dopo l’eliminazione dalla Champions da parte dell’Ajax perde oltre il 20%, mentre prova a rialzare la testa Nexi dopo il debutto negativo.

L’euro si muove in rialzo sopra quota 1,1,3 dollari: la moneta unica avanza a 1,1310 dollari e 126,62 yen. Dollaro/yen frena a 111,99. In rialzo dello 0,2% il dollaro australiano, che tocca 0,7190 sul dollaro Usa, al top da 2 mesi. Apertura in calo per lo spread fra Btp e Bund. Il differenziale segna 252,1 punti contro i 253 della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale è pari al 2,6%.

Il prezzo del petrolio apre in rialzo dopo i buoni dati sulla crescita del Pil cinese, a +6,4% nel primo trimestre. Sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti avanzano di 46 cent a 64,51 dollari e quelli sul Brent crescono di 30 cent a 72,02 dollari.



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