MILANO – Continuano le misure di emergenza messe in atto dal governo argentino per fronteggiare la crisi finanziaria che ha colpito il Paese. Dopo la stretta sulle banche, costrette a chiedere una speciale autorizzazione per trasferire all’estero i propri utili, domenica il governo ha risposto norme ancora più stringenti sul mercato dei cambi

Nel decreto presidenziale pubblicato in Gazzetta Ufficiale si prevede una restrizione nell’acquisto di dollari, l’obbligo da parte degli esportatori di liquidare la valuta frutto della loro attività e l’autorizzazione per pagare le tasse con titoli del debito.

Il punto principale del decreto firmato dal presidente Mauricio Macri riguarda la fissazione per le persone fisiche di un tetto massimo di acquisto di valuta a 10 mila dollari. Inoltre le persone non potranno realizzare trasferimenti di fondi dai loro conti bancari verso l’estero per un ammontare superiore a 10 mila dollari al mese.

Il governo ha deciso anche che le società esportatrici argentine dovranno chiedere l’autorizzazione della Banca centrale per acquistare valuta estera. Sempre per quanto riguarda  le persone giuridiche, il decreto stabilisce che gli esportatori dovranno vendere la valuta ottenuta attraverso la loro attività nel mercato locale entro cinque giorni dall’incasso o 180 giorni dopo il permesso di spedizione (15 giorni per le commodities). Inoltre per questo gruppo non vi saranno restrizioni per le importazioni o pagamento dei debiti alla loro scadenza. Comunque le imprese non potranno comprare dollari per le proprie riserve.

Infine il ‘Decreto di necessità e urgenza’ (Dnu) stabilisce che i possessori di alcuni titoli del debito pubblico con scadenza originaria fuori dal limite, potranno utilizzare gli stessi per pagare obblighi della previdenza sociale, ad esempio i contributi, scaduti ed esigibili al 31 luglio 2019.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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