PARIGI – “Puntiamo al 2022. Quando i nuovi regolamenti europei entreranno in vigore, inizieremo i primi voli commerciali”. Romuald Ferriol, a capo della startup francese Hovertaxi mostra sicurezza davanti al prototipo del suo taxi volante che nelle intenzioni collegherà i centri delle città con i loro aeroporti. Al VivaTech di Parigi, fiera dedicata alla tecnologia che in appena tre anni sta già diventando un appuntamento internazionale, il trasporto aereo ha fatto parlare di sé. Oltre a Hovertaxi, fra gli altri c’è anche la tedesca Lilium che qui è arrivata annunciando il suo volo di prova concluso con successo nei pressi di Monaco. Si aggiunge al progetto di Airbus, che ha iniziato a dialogare con l’azienda che gestisce il trasporto pubblico nella capitale francese, la Ratp, e alla slovacca Aeromobil.

Oltreoceano Uber sta progettando il suo servizio di taxi volanti, assieme ad una altra ventina di compagine alcune delle quali fondate in Cina. Insomma: il sogno antico dell’auto volante sembra stia diventando realtà. “Questo termine indica una nuova generazione di velivoli multirotore tutti progettati per trasportare una o più persone, ma molto diversi fra loro”, spiega Levi Tilleman, analista nel campo dei veicoli a guida autonoma di Valencia Strategic.

Tutti elettrici, alcuni hanno quattro rotori, altri otto, certi montano ali fisse e solo alcuni sono a guida autonoma. Questo significa che appartengono a categorie diverse. Inoltre, la loro affidabilità va ancora tutta verificata. Ma sul loro prossimo impiego sembra avere pochi dubbi anche la commissaria europea alla mobilità, Violeta Bulc, secondo la quale stabilire dei corridoi urbani, in uno spazio privo di ostacoli come quello aereo, potrebbe esser più semplice che introdurre le auto a guida completamente autonoma in tessuti complicati come quelli delle metropoli europee.

In attesa del 2022, intanto qui a Parigi i monopattini elettrici sono oramai ad ogni angolo. Elettrici, si noleggiano per pochi euro via app e permettono di muoversi in giro coprendo anche dieci chilometri. Da Bird a Lime, passando per Wind, Tier e Jump, sono una decina i servizi disponibili. Ora si è aggiunta anche la Bolt, dell’ex velocista giamaicano Usain Bolt. A VivaTech è venuto a presentare la sua compagnia proprio mentre l’amministrazione cittadina ha iniziato a mostrare i primi segni di nervosismo nei confronti di quest’invasione.   

“La mobilità è un settore chiave per le compagnie hi-tech” conferma Maxime Baffert, condirettore di VivaTech. “Ecco perché quest’edizione è piena di startup che se ne occupano”.  Lui punta a trasformare l’evento in un appuntamento per quello che chiama “l’ecosistema europeo dell’innovazione. E’ ancora debole, ma va aiutato. Solo un’Europa che ragiona assieme può competere con Cina e Usa”. Con tre commissari europei, una ventina di “unicorni” europei (aziende valutate oltre un miliardo di euro), oltre ad ospiti come Jack Ma di Alibaba, Jimmy Wales di Wikipedia e Eary Kasparov, VivaTech sta crescendo a vista d’occhio. Inaugurata dal presidente Macron, quest’anno contra 9mila startup e attende 100mila visitatori. Se non è lo specchio di un ecosistema, poco ci manca.


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