MILANO – Ore 9.15. Si profila un’altra giornata negativa per le Borse di tutto il mondo, su cui pesa ancora la mossa a sorpresa egli Stati Uniti che – a negoziato ancora in corso con la Cina sul fronte commerciale – hanno annunciato a sorpresa di volere introdurre nuove e pesanti restrizioni all’import per Pechino. I listini asiatici dopo il tonfo di ieri oggi hanno cercato il rimbalzo trattando però soltanto in lieve rialzo. Brusco il risveglio per Tokyo, chiusa per 10 giorni, che torna alle contrattazioni cedendo in chiusura l’1,51%.

L’Europa è contrastata: Milano è positiva e guadagna lo 0,31%. Anche Francoforte sale dello 0,11% mentre Londra e Parigi cedono lo 0,66% e lo 0,11%. L’euro apre invece in rialzo a 1,1212 dollari, lo yuan cinese estende le sue perdite sempre a causa delle tensioni tra Usa e Cina e passa di mano a 6,7750 sul biglietto verde. In lieve ribasso lo spread: il differenziale scende a 256 punti con il rendimento del titolo decennale al 2,57%.

Tra i dati macroeconomici attesi, l’Istat pubblica la nota mensile sull’andamento dell’economia italiana in aprile. In Germania gli ordini all’industria sono leggermente rimbalzati a marzo, recuperando lo 0,6% dopo un calo del 4% registrato a febbraio. Un dato comunque sotto le attese degli analisti. Torna invece l’espansione nel settore manifatturiero giapponese: ad aprile il pmi manifatturiero si è attestato a 50,2 punti, facendo meglio dei 49,2 punti della lettura preliminare.

Ancora in calo i prezzi del petrolio: i contratti sul Wti cedono di 12 cent a 62,32 dollari e quelli sul Brent calano di 71,20 dollari.

 

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