MILANO – Ore 9.45. Non si arresta la risalita dello spread. Il differenziale Btp/Bund in mattinata schizza a 288 punti, dai 280 della chiusura di ieri, con il rendimento del decennale italiano al 2,72%. Pesa tra gli investitori il successo elettorale della Lega, sostenitrice di una violazione dei parametri europei,che si prepara a guadagnare maggiore spazio all’interno della maggioranza di governo. Ieri lo stesso vice premier Matteo Salvini ha annunciato l’imminente arrivo di “una lettera dalla Commissione Europea”, riferendosi alla missiva con cui Bruxelles chiederà al governo chiarimenti sui “fattori rilevanti” che hanno inciso sull’aumento del debito pubblico e quindi sul mancato rispetto degli obiettivi europei sui conti pubblici.

Il rialzo dello spread pesa sui titoli bancari che in mattinata spingono Piazza Affari in calo in avvio, con il Ftse Mib a -0,6%. Si mantiene invece ancora in rialzo Fca, dopo la proposta di fusione con Renault annunciata ieri dal Lingotto.

Incerte le altre Borse europee: Londra sale dello 0,23%, Francoforte scende dello 0,05% e Parigi dello 0,08%. Rialzi si sono registrati invece sui listini asiatici protagonisti di una giornata in territorio positivo, con Tokyo che ha guadagnato lo 0,37%. Non hanno inciso le parole del presidente americano Trump che ieri ha detto che gli Usa “non sono pronti” a raggiungere un’intesa con la Cina sul fronte commerciale.

L’euro parte in calo e si posiziona a 1,118 dollari. Risale ancora la sterlina, che tenta di recuperare parte del terreno perso dopo il voto europeo che ha visto consolidarsi il ruolo dei sostenitori della hard Brexit. In mattinata la divisa britannica vale 1,134 euro, in lieve aumento rispetto a ieri.

Tra i dati macroeconomici, la fiducia dei consumatori tedeschi è attesa in leggero calo a giugno, nel quadro di un continuo deterioramento delle prospettive di crescita e malgrado l’ottimismo sulle entrate. IL’indice GfK, basato su un sondaggio condotto su circa 2.000 persone, è visto attestarsi a giugno a 10.1 punti, 0,1 punti percentuali in meno rispetto al valore di maggio, dato rivisto al ribasso. Attesi in giornata anche i dati Istat sul commercio extra Ue e nel pomeriggio la fiducia dei consumatori Usa.

Le tensioni commerciali continuano a condizionare le quotazioni del petrolio. Il Wti, con consegna a luglio, è salito di 49 cent a 59,12 dollari. A Londra il barile di Brent, con consegna a luglio, sale dello 0,37% a 70,27 dollari.

 

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