MILANO – L’eventuale ingresso di Atlantia nella cordata destinata a risollevare le sorti di Alitalia è una partita separata dalla questione relativa al Ponte Morandi e alla possibile revoca delle concessioni evocata dal governo dopo il disastro nel capoluogo ligure. Intervistato da Lucia Annunziata a “1/2 ora in più”, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio prova a mettere in chiaro le regole di ingaggio sulla partecipazione della società al salvataggio dell’ex compagnia di bandiera: “Questa è un’operazione di mercato. Se riusciamo a chiuderla con Ferrovie, Delta Airlines, il Mef e un altro soggetto che non siano concessionari autostradali, bene, sono contento”, ha spiegato Di Maio. “Ma se ci sono concessionari autostradali che vogliono partecipare al rilancio di Alitalia, non si possono illudere di poter comprare il silenzio del Governo sulla revoca delle concessioni”, ha detto.

La partecipazione della concessionaria quindia non sarebbe caldeggiata dal governo, ma allo stesso tempo nemmeno osteggiata. “Sono i commissari che ricevono le offerte e non sono arrivate offerte”, ha aggiunto Di Maio sottolineando che “sono settimane che si fa filtrare che ci sono soggetti interessati per vedere la reazione del governo”.“Non ho notizia di nessuna formalizzazione di atti, ai commissari o a Ferrovie dello Stato, per una partecipazione di Atlantia al capitale”, ha aggiunto. Ed in effetti da quanto emerge, i soli contatti con Atlantia, primo azionista di Aeroporti di Roma, si sono verificati con gli advisor di Ferrovie alla disperata ricerca di soci e capitali. Il governo non ha contattato Atlantia, ma neanche il concessionario si è proposto, come ha ribadito l’ad Giovanni Castellucci in più occasioni: “Abbiamo troppi fronti aperti , il dossier Alitalia è molto complicato”.

Il governo intanto venerdì sera ha guadagnato altro tempo, concedendo tempo fino al 15 giugno a Ferrovie dello Stato per procedere alla presentazione di un’offerta. Un passo che però Fs non può compiere senza avere trovato il partner industriale chiamato a mettere una fiche pari al 20-30% della nuova società, da aggiungersi a quelle di Mef e Delta, che potrebbero entrare nel capitale con una quota del 15% ciascuno. E’ probabile che solo a ridosso di questa nuova scadenza, che tatticamente è anche successiva alle elezioni europee, le pressioni su Atlantia torneranno a farsi più consistenti.

Di Maio ha riportato sulla scena anche la questione della revoca della concessione, dopo che quella procedura era rimasta sottotraccia per mesi nelle deduzioni e controdeduzioni dei legali di entrambe le parti. In realtà, pur senza scambi o interferenze con il dossier Alitalia, il lavoro fatto al ministero delle Infrastrutture non è riuscito a sciogliere il nodo più importante: il contratto prevede che in caso di revoca al concessionario Autostrade spetti un indennizzo che può arrivare fino a 20 miliardi di euro.

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