MILANO –  All’indomani del varo della nota di aggiornamento al Def il ministro dell’Economia Roberto Gualteri, ospite di “1/2 ora in più”, anticipa già alcuni punti cardine sulla prossima Legge di Bilancio. Una manovra che dovrebbe attestars- ha spiegato – sui 30 miliardi di euro.  “E’ una cifra credibile. Ai 23 miliardi” per evitare l’aumento dell’Iva, ha spiegato, “sono da aggiungere altri miliardi per le politiche da mettere in campo. Comunque la cifra sarà definita dal Cdm”.   “Abbiamo il conto del Papeete che ci è stato lasciato da pagare”, ha aggiunto Gualtieri. “Dobbiamo farlo in modo equilibrato, puntando alla crescita”.

“Partiremo con taglio del cuneo fiscale”

Nella Legge di Bilancio potrrebbe entrare anche un primo taglio del cuneo fiscale.  “Vogliamo partire con un primo scaglione di riduzione del cuneo fiscale, è un elemento importante non solo a livello redistributivo ma anche per la crescita”, ha detto Gualtieri.

“Su deficit saggia via di mezzo tra 2% e 2,4%”

Quanto al deficit che verrà fissato per il 2020 nella nota di aggiornamento, Gualtieri non si è sbilanciato se potrà raggiungere il 2,4% o si fermerà al 2 come definito lo scorso anno. “Forse è meglio non dichiarare il 2,4% e poi fare il 2,04% e nel frattempo avere un’impennata dello spread. E’ preferibile collocarsi meglio dall’inizio per non avere turbative. E’ una saggia via di mezzo che noi percorreremo”, ha detto. Inoltre,ha aggiunto, “ci batteremo perché nelle prossime manovre investimenti sul green siano scorporati dal deficit. In prospettiva fondo alla tedesca”.
 

“Confermate quota 100 e Reddito di cittadinanza”

Quanto alle due misure bandiera del precedente governo, quota 100 e Reddito di cittadinanza, Gualtieri ha assicurato che non verranno toccate.  “La prima – ha detto – è una misura che va ad esaurimento” mentre per la seconda “la sfida è rafforzare le politiche attive” per l’inserimento nel lavoro. “Un governo serio non cambia la misura, cerca di farla funzionare bene”.
Sull’Iva invece il ministro ha garntito che l’effetto complessivo sarà di una riduzione dell’imposta e non di un aumento. “Come è noto il governo non ha presentato ancora nessun piano, ci stiamo lavorando, l’orizzonte non è la Nadef ma la manovra vera e propria”, ha detto. “Stiamo lavorando a varie opzioni, leggo sui giornali pezzi che combinano vari elementi” ma l’invito è alla cautela perchè “esistono varie ipotesi allo studio che in ogni caso, soprattutto per effetto di incentivi alla transizione verso pagamenti elettronici. Produrrebbe riduzione e non aumento dell’Iva”.

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Carlo VerdelliABBONATI A REPUBBLICA



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