PALERMO – Nicoletta Indelicato la notte in cui è stata uccisa è stata anche picchiata prima di essere accoltellata e bruciata. La venticinquenne di Marsala, di origini romene e adottata a tre anni da una coppia di insegnanti, non avrebbe avuto nemmeno il tempo di urlare o di difendersi. Lo ha detto nella sua confessione fiume Carmelo Bonetta, il maestro di balli caraibici, che si è accusato del delitto coinvolgendo anche la sua fidanzata, Margareta Buffa.

Stamattina i sommozzatori dei vigili del fuoco, in supporto ai  carabinieri di Marsala, hanno trovato il coltello con il quale è stata uccisa Nicoletta. Si tratta di um coltello da cucina con una lama di 20 centimetri. Era nel  torrente Mazzaro che scorre parallelo alla statale 115 a Mazara del Vallo. È stato Carmelo Bonetta ad avere indicato il punto in cui la coppia si era disfatta del coltello prima di andare a ballare a Castelvetrano nella discoteca “Area 14”.

Il corpo martoriato di Nicoletta Indelicato è stato trovato ieri all’alba dai carabinieri. È stato Bonetta ad accompagnare nelle campagne di Marsala gli investigatori. Nicoletta è stata uccisa sabato notte, attirata in un appuntamento-trappola dalla sua amica Margareta Buffa, romena come lei e adottata. Bonetta era nascosto dentro al portabagagli della fidanzata e è sbucato all’improvviso mentre le due amiche stavano passeggiando in campagna.

“Non ricordo nemmeno se Nicoletta ha urlato o mi ha detto qualcosa. Ho iniziato a picchiarla con pugni e calci e poi l’ho accoltellata”, è crollato davanti agli inquirenti Bonetta. Dopo averla accoltellata con sei fendenti Bonetta ha gettato sul corpo di Nicoletta due litri di benzina acquistati poco prima. “Doveva pagarla perché aveva messo voci in giro su di me dicendo che ero un tossicodipendente. E poi aveva rivelato a Margareta che eravamo stati a letto insieme”. È questo il movente che avrebbe spinto la coppia all’omicidio anche se Bonetta ha dichiarato che la fidanzata si è rifugiata in auto “mentre io la accoltellavo”. Ricostruzione che non convince appieno gli investigatori che stanno continuando a indagare.

“Si tratta di dichiarazioni autoaccusatorie che devono comunque essere vagliate dalla magistratura. Dal nostro punto di vista sono un punto di inizio non di arrivo”, dichiata l’avvocato Natale Pietrafitta che difende Bonetta e Buffa insieme alla collega Marcella Buttitta. Punti oscuri e un movente che non convince mentre in paese Carmelo e Margareta vengono definiti “le belve” da amici e parenti della ragazza.

 


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